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Alghero

Trentenne brasiliano massacrato di botte in pieno centro città

di Gian Mario Sias
Trentenne brasiliano massacrato di botte in pieno centro città

L’episodio è avvenuto nella notte di martedì in via Mazzini Il giovane fa parte di un gruppo di danzatori di capoeira

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ALGHERO. Un brasiliano di 30 anni, E. L., è stato selvaggiamente pestato a colpi di bastone due notti fa in via Mazzini, in pieno centro cittadino. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale civile di Alghero, dove gli è stato riscontrato un grave trauma facciale. Le sue cure hanno richiesto anche l’intervento dell’otorino perché una delle botte subite ha interessato l’orecchio. I medici del pronto soccorso hanno dovuto procedere alla sutura di una ampia ferita lungo l’arcata sopracciliare e all’estrazione di due denti.

L’aggressione nei confronti del giovane – che fa parte di una squadra di capoeira, la “danza ginnastica” brasiliana che ha un grande seguito in tutto il mondo e che nel Nord Ovest Sardegna vanta una certa notorietà e un gran numero di appassionati – per ora resta un giallo. Gli uomini del commissariato di Alghero stanno cercando di ricomporre i pezzi di quello per ora pare un vero e proprio rebus. Gli investigatori hanno avuto la possibilità di intervenire solo quando il ragazzo era stato già trasportato in ospedale a bordo di un’ambulanza medicalizzata del 118, allertata da alcuni amici della vittima.

Al momento non si esclude nessuna pista, ma una delle ipotesi più accreditate è che si sia trattato di un regolamento di conti con un suo connazionale, appartenente probabilmente alla stessa compagnia, per ragioni che spetterà agli inquirenti cercare di stabilire. Stando a una prima ricostruzione dei fatti ancora in cerca di conferme, il ragazzo sarebbe stato pestato con una violenza fuori controllo, subendo un impeto d’ira di fronte al quale non ha saputo opporre alcuna resistenza.

La prima persona che si è accorta di quello che è accaduto è un’amica della vittima, un’infermiera italiana che ha immediatamente allertato il 118. Nel frattempo degli aggressori - o dell’aggressore - non c’era già nessuna traccia.

Purtroppo la richiesta d’aiuto rivolta al commissariato della polizia è stata lanciato soltanto in un secondo momento, rendendo ancora più impervio l’avvio di un’indagine resa già complicata dalle difficoltà di comunicazione e dallo stato di shock della vittima, che non è stata in grado di dare una spiegazione di quanto gli fosse accaduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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