Reflui fognari a mare, per il Wwf serve l’inchiesta immediata
L’associazione va all’attacco dopo il divieto di balneazione Il presidente Carmelo Spada: «Cittadini non state in silenzio»
ALGHERO. «Subito una commissione d’inchiesta sulle fogne di Alghero». È la proposta avanzata formalmente dal delegato regionale del Wwf, Carmelo Spada. Il rappresentante della più grande organizzazione mondiale per la difesa e la conservazione dell’ambiente e la tutela delle specie a rischio ha protocollato negli uffici del Comune di Alghero una lettera rivolta al sindaco di Alghero, Mario Bruno, al presidente del consiglio comunale, Matteo Tedde, e a tutti i capogruppo delle forze politiche rappresentate nell’assemblea di via Columbano. Quello del Wwf è un intervento perentorio, che mette la questione ambientale e la difesa della salute degli algheresi al centro dell’acceso dibattito esploso in seguito l’ordinanza firmata dal sindaco una settimana fa. In ossequio alle prescrizioni dell’Arpas, che aveva definito le acque di San Giovanni «batteriologicamente non conformi», Bruno ha interdetto la balneazione lungo i primi 400 metri del litorale cittadino, frequentatissimo dagli algheresi e dagli ospiti dei moltissimi alberghi della zona. Il primo a polemizzare e ad annunciare battaglia per individuare i responsabili di uno scempio che danneggia Alghero durante la stagione più importante per la sua economia, era stato proprio il primo cittadino.
Al confronto non si sono sottratti i rappresentanti delle associazioni di categoria, i medici, gli esperti e i semplici cittadini. Ma la presa di posizione del Wwf va decisamente più a fondo e incita tutti gli algheresi «a una cittadinanza attiva». L’invito esplicito è «a tutti i portatori di interessi diffusi, alle istituzioni e ai consiglieri comunali, per gettare uno squarcio di luce sul sistema fognario di Alghero», spiega Spada. «Per sbrogliare la matassa bisogna prima acquisire i documenti e le relazioni tecniche di controllo e di alta sorveglianza svolto dagli uffici comunali sui lavori pubblici eseguiti», è la sua premessa. Secondo il delegato per la Sardegna, «il Wwf è convinto che conoscere con precisione i fatti aiuti a trovare la giusta soluzione e che tutti si debbano rendere disponibili perché ciò avvenga». La lotta ai problemi delle fogne è il primo passo di un’azione complessiva.
«Perché Alghero diventi sostenibile c’è molta strada da fare – dice Carmelo Spada – e si dovranno realizzare molti strumenti di pianificazione». Tanto per fare degli esempi, rientrano nella lista il piano urbanistico, il piano di utilizzo dei litorali, il piano di classificazione acustica e l’aggiornamento dei piani del traffico, dei parcheggi, della mobilità sostenibile e delle piste ciclabili. «I nostri rappresentati si attivino – è l’appello – per rendere operativa la richiesta».
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