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Il divieto di balneazione c’è ma la segnaletica è scarsa

di Gianni Olandi
Il divieto di balneazione c’è ma la segnaletica è scarsa

ALGHERO. L'installazione dei cartelli di divieto di balneazione quando specifiche analisi rilevano la non balneabilità delle acque, come nel caso della spiaggia di San Giovanni, rappresenta una...

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ALGHERO. L'installazione dei cartelli di divieto di balneazione quando specifiche analisi rilevano la non balneabilità delle acque, come nel caso della spiaggia di San Giovanni, rappresenta una doverosa informativa verso i bagnanti soprattutto in riferimento alla possibilità di contrarre in quelle acque inquinate infezioni o comunque conseguenze per la salute.

È evidente che per una località che vuole vivere dal turismo quei cartelli rappresentano un pesante schiaffo alla capacità di programmazione della stagione delle vacanze, all' offerta di servizi, all'integrità delle acque di balneazione e soprattutto all'immagine.

Parlando della tutela della salute dei cittadini, e relativamente alla spiaggia di San Giovanni, i due cartelli di divieto attualmente installati non sono sufficienti a dare una informativa diffusa agli utenti visto che interessano circa 500 metri di litorale. Può quindi succedere che un bagnante accede alla spiaggia da un ingresso distante dal cartello, quindi non lo vede, e si fa tranquillamente la nuotata.

Tra l'altro nella spiaggia in questione è presente anche uno stabilimento balneare.

Poi ci sono le conseguenze di ordine fisico come testimoniano le numerose segnalazioni di casi di gastroenterite, infezioni della pelle, tanto per citare i più frequenti.

Tornando ai cartelli di divieto sarebbe corretto che almeno uno, permanente, venisse collocato all'uscita del canalone di San Giovanni, impianto che raccoglie le acque bianche che dalla parte alta della città scendono a valle, dove probabilmente confluiscono anche alcuni allacci fognari abusivi. Antico retaggio dell'edilizia di una volta. Il canalone, tra l'altro, rientra in maniera esplicità nella normativa nazionale che, in presenza di tale impianto, vieta la balneazione.

Come nel caso dei porti, delle foci dei fiumi, degli scarichi dei depuratori. Fino a quando verrà quindi tenuto in vita il canalone di San Giovanni parlare di balneazione è una utopia.

In un passato abbastanza recente era stata ipotizzata in quel sito la realizzazione di un vascone di raccolta delle acque bianche da trasferire nella rete fognaria e quindi avviare al sistema della depurazione. Ma forse mancarono le risorse finanziarie.

Si rende quindi necessario aumentare lungo la spiaggia interessata dal divieto di balneazione, le informative (segnali a ogni accesso) per i bagnanti sia in difesa della salute e forse soprattutto per evitare che inconsapevolmente quel tratto di mare possa provocare conseguenze fisiche ben più pesanti di quelle per l'immagine rappresentate da qualche cartello in più sulla spiaggia.

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