Calich, tutti scaricano nello stagno da salvare
Comuni, aziende, aeroporto, aree agricole e industriali, B&B e agriturismi: tanti i progetti e le enunciazioni ma nessuno è innocente per l’inquinamento
ALGHERO. La salute dello stagno del Calich è continuamente oggetto di dibattiti, confronti, analisi e, recentemente, si è perfino costituita una Consulta della laguna. Su quella straordinaria presenza ambientale alla periferia della città si studia e discute almeno da mezzo secolo. Ma esaurita la fase della sana enunciazione di buoni principi, a cominciare dai riferimenti istituzionali dei Comuni, sullo stagno algherese scaricano tutti.
Oltre al consistente carico che giunge dal depuratore fognario di San Marco, che secondo il progetto originario doveva confluire, una volta depurato, nell'irrigazione della piana della Nurra, partendo da Nord della laguna si trova il piccolo depuratore di Tottubella, borgata del Comune di Sassari, che butta i propri reflui nel Rio Sassu che nel tragitto incontra lo sversamento dell'azienda di Bonassai, più a valle del depuratore di Olmedo. Da quel punto il rio cambia nome, diventa Filibertu (il corso d'acqua che attraversa la strada dei Due Mari sotto due ponti), che nel percorso incrocia lo sversamento della Azienda vitivinicola della Sella & Mosca, gli scarichi delle aziende agricole della zona, quelli delle borgate di Tanca Farrà e Sa Segada, e quindi raggiunge lo stagno. Nel Calich confluiscono anche i reflui di Olmedo, circa 4mila abitanti. Un altro affluente dello stagno è il Rio Calvia che partendo da Scala Mala raccoglie tutti gli scarichi di quella zona dove ora insistono discoteche, attività alberghiere e insediamenti abitativi. Lo stesso rio prende poi la zona di Monte Agnese, a nord, e Punta Moro, e riversa tutto sullo stagno nella zona del cementificio, proprio all'uscita di Alghero sulla Due Mari.
Tornando all'area di San Marco, oltre al depuratore del Comune, sempre nel Calich scarica quello dell'area industriale, inoltre un canale “ braccio” confuisce sempre nel Filibertu lo scarico dell'aeroporto, di tutta l'area agricola di Sa Segada, e accoglie ancora i reflui di una canale che giunge da Monte Forte, comune di Sassari, e le borgate di La Corte e Palmadula.
Da segnalare che l'area è interessata da una consistente presenza di attività ricettive quali B&B e agriturismo. C'è poi la zona a ovest del Calich. A Maristella c'è un depuratore che è collegato con Santa Maria La Palma, che va a buttare nello stagno attraverso il canale Orunesu. Nello stesso canale confluiscono aeroporto militare, le attività agricole, turistiche, agrituristiche, campeggi e residenziali.
I quadro che emerge da questo consistente campionario di versamenti di liquami nello stagno del Calich è decisamente allarmante e fa perfino apparire ridicole alcune iniziative, dal peso assolutamente irrilevante, che parlano di integrità della laguna, di protezione e valorizzazione, di sfruttamento ai fini turistici e ambientali. Ipotesi che non potranno mai essere perseguite fino a quando nello stagno confluiranno allegramente tutti i soggetti cui si è accennato in precedenza.
Va anche aggiunto che il Calich è al centro di un fenomeno di interramento pericolosissimo a causa dei detriti che giungono quotidianamente dai suoi affluenti e che si depositano sui fondali producendo un sistema melmoso che si tanto in tanto affiora in superficie.
Infine da non dimenticare che alla foce , sul porto di Fertilia, lo stagno convive da sempre con una base nautica e anche in questo caso il canale è oggetto di un processo di interramento che condiziona il ricambio delle acque dal mare e il passaggio del novellame.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
