Riforma sanitaria, il Pd cerca riparo dal “fuoco amico”
Il partito è sembrato assente dal dibattito in Regione I dirigenti locali in difficoltà davanti alle richieste della base
ALGHERO. Il futuro e le potenzialità del distretto sanitario algherese sono ora messe in discussione da un programma della giunta regionale che prevede un riordino complessivo della sanità sarda, una revisione anche a livello di servizi e che coinvolge in pieno il mondo della sanità algherese da sempre un riferimento primario non solo per l'uetnza locale, circa 45 mila abitanti, ma per tutto l’hinterland. Un problema piuttosto serio sul quale è in corso un forte dibattito e sul quale ci sono già stati diversi incontri con il commissario dell'Asl 1 di Sassari per meglio comprendere quali prospettive assistenziali ci saranno nel comprensorio algherese. Problema che si è posto anche il Partito democratico che ha convocato per oggi alle 19.30 nella sede di via Mazzini un incontro con gli operatori degli ospedali cittadini e sindacati per discutere sulla nuova riforma sanitaria regionale e in particolare sulle ricadute per gli ospedali di Alghero che si presentano piuttosto negative in termini di servizi e declassamento degli impianti sanitari.
L’iniziativa é organizzata dalla segreteria cittadina e dal gruppo consiliare algherese e si pone l’obiettivo di produrre proposte per modificare il piano sanitario riguardante la situazione algherese. Proposte, come segnala il capogruppo Mimmo Pirisi, «da presentare al consiglio regionale attraverso i propri rappresentanti territoriali».
Una revisione delle potenzialità della sanità algherese andrebbe inoltre in rotta di collisione con le prospettive che in un passato abbastanza recente sembravano destinate ad aumentare l'offerta sanitaria, non a ridurla. Con questo obiettivo si era infatti realizzato il Palazzo della Sanità di via Degli Orti, investimento immobiliare piuttosto importante per le casse dell'Asl, in modo da liberare soprattutto l’ospedale civile dai servizi amministrativi e consentire l’assegnazione degli spazi a quelli della assistenza vera e propria. Operazione che sembrava di buon auspicio per il futuro della medicina pubblica ospedaliera ad Alghero.
Tornando alla assemblea di oggi del Partito democratico, tra i dirigenti locali si avverte un certo imbarazzo in quanto la revisione annunciata è prodotta da esponenti della stessa componente politica al Governo della regione. Una sorta di “fuoco amico” al quale gli esponenti locali del Pd, pur non essendo presenti nella maggioranza alla guida della città, trovano difficoltà a dare risposte a quanti chiedono che cosa sta succedendo e, soprattutto, che cosa succederà dopo la riforma visto che si parla in maniera esplicita di declassamento dei nosocomi algheresi. Su questo fronte il Pd cittadino spera di trovare una “sponda” di comprensione da parte dei consiglieri regionali del Sassarese in modo da ridurre quelle conseguenze negative che si annunciano con la riduzione dell’offerta sanitaria del distretto algherese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
