Università e impresa per fare Rete
ALGHERO. Quello della portualità turistica è un vecchio pallino dei Riformatori. «Abbiamo presentato una proposta di legge regionale nel 2010, si aggiorni quel testo con gli elementi di riflessione...
ALGHERO. Quello della portualità turistica è un vecchio pallino dei Riformatori. «Abbiamo presentato una proposta di legge regionale nel 2010, si aggiorni quel testo con gli elementi di riflessione più recenti e si approvi nel più presto», è la proposta che i Riformatori rivolgono al governo regionale. «La Regione sostenga lo sviluppo di un settore in espansione come la nautica», è l’appello. «Serve un intervento legislativo e l’attuazione di provvedimenti che favoriscano la crescita di un comparto dall’altissimo potenziale economico e occupazionale». In Friuli Venezia Giulia, in Veneto e in Emilia Romagna c’è un porto ogni due, ogni tre e ogni cinque chilometri. «In Sardegna, e il dato è falsato dalla presenza della Costa Smeralda in cui c’è un porto ogni tre chilometri, i diportisti devono affrontare mediamente 21 chilometri per spostarsi da un approdo all’altro», dicono i Riformatori, per i quali «servono investimenti adeguati per la creazione di una rete regionale dei porti e si può lavorare subito alla nascita del distretto nautico della Sardegna, che metta in rete impresa e Università, alla rimodulazione dei fondi Por 2014-2020 in favore dello sviluppo e della ricerca cantieristica e all’istituzione di un corso di laurea in Turismo nautico». Ma per mettere in ordine tutti i temi c’è bisogno di una legge. «La Regione dica cosa intende fare – è l’appello – per un settore che per l’isola è strategico». (g.m.s.)
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