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Alghero

Iniziative nella Ue per l’Igp del corallo

Marco Tedde auspica a breve l’estensione del marchio, ma il sindaco placa gli entusiasmi

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ALGHERO. «Grazie all’azione dell’europarlamentare Salvatore Cicu, che ha il mio sostegno tecnico e politico, in Europa si fa strada la tutela delle indicazioni geografiche non agricole, ancora non preservate da una disciplina comunitaria uniforme». Il consigliere regionale Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia nel parlamentino sardo, interviene nel dibattito che da alcune settimane anima le più affollate agorà, mediatiche e non, di Alghero. «Se l’Unione europea deciderà di estendere il marchio Igp ai prodotti non agricoli, per gli artigiani sardi sarà un vantaggio – spiega Tedde – e la Sardegna sarà tra i territori che ne beneficeranno di più, dalle lame di Pattada al marmo di Orosei, dal granito al sughero, le eccellenze isolane otterranno la stessa protezione dei prodotti agricoli». A iniziare dal corallo di Alghero. «Questo è il percorso che le amministrazioni comunali e gli operatori potranno seguire per tutelare le nostre eccellenze non alimentari con l’indicazione geografica protetta per i prodotti manifatturieri europei». Nei giorni scorsi la commissione europea ha approvato una risoluzione che passerà al vaglio dell’aula il 6 ottobre. Se sarà adottata, spetterà poi alla Commissione decidere se presentare una proposta di legge. Di tutt’altro avviso il sindaco di Alghero, Mario Bruno. «La possibilità di indicare l’origine dei prodotti non agricoli non è ancora legge in Europa e la strada per il suo riconoscimento sarà certamente lunga», replica picato. «Le proposte di Cicu e Tedde nulla hanno a che vedere col marchio, che mira esclusivamente alla riconoscibilità del prodotto fatto con corallo autentico, per difenderlo dalle troppe ingannevoli imitazioni», aggiunge il primo cittadino per rivendicare la bontà del percorso intrapreso dall’amministrazione. (g.m.s.)

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