«Profughi nell’ostello della gioventù»
Lo prevede un progetto di Aig e Aics presentato a Montecitorio. Ma sindaco e Comitato di quartiere di Fertilia dicono no
ALGHERO. La notizia è stata annunciata in pompa magna, con tanto di presentazione nella sala Aldo Moro di palazzo Montecitorio e una grande reclame mediatica. Alghero è tra le sette città italiane coinvolte nel progetto attraverso cui Aig e Aics offriranno ospitalità negli ostelli della gioventù a 500 rifugiati.
L’Associazione italiana degli alberghi della gioventù gestisce tra gli altri l’ostello della gioventù di Fertilia. L’Associazione italiana cultura e sport nell’iniziativa mette il capitale umano, ossia i mediatori volontari per gli ostelli di Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Ancona e, appunto, Alghero.
Nonostante l’euforia su scala nazionale, ad Alghero la notizia non ha entusiasmato quasi nessuno. Non è entusiasta il sindaco Mario Bruno, padrone di casa dell’ostello, che non sa nulla del progetto, e non fanno salti di gioia gli abitanti di Fertilia, il cui comitato di quartiere spara a zero contro la gestione dell’ostello.
«Grazie alla disponibilità degli ostelli della gioventù garantiremo 500 posti per l’accoglienza dei giovani rifugiati – si è detto a Montecitorio –. Il progetto che presenteremo presto ai prefetti delle città coinvolte vede i Comuni in prima linea per riaffermare i valori dello sport e adoperare un’accoglienza reale nei confronti dei giovani rifugiati».
Le intenzioni sono le migliori, ma il progetto è top secret per i prefetti, per i sindaci e per i cittadini. Dai quali arriva la prima bordata. «L’Aig ritorna alla carica, malcelando le sue smanie speculative dietro nobili intenti moralistici, attraverso un accordo diretto col Ministero», accusa il presidente del Comitato di quartiere di Fertilia, Luciano Solinas. «Chiediamo al sindaco e al prefetto di intervenire in modo immediato e perentorio – aggiunge –. Fertilia non può perdere il flusso turistico che l’ostello garantisce, pari a 12mila presenze all’anno, nonostante la mala gestione dell’associazione, che non ha realizzato le opere imposte dal capitolato per abbellire l’ostello e completare i servizi».
A chi lo taccia di razzismo, Solinas replica secco. «Fertilia ha mostrato un eccellente livello di tolleranza, ha accolto per oltre trent’anni la comunità rom e ancora oggi ospita una colonia di rifugiati al Vel Marì».
Ma accogliere altri 200 richiedenti asilo, a Fertilia, diventerebbe un problema. «Non possiamo pagare da soli il prezzo dell'accoglienza per tutto il territorio», aggiunge il comitato, che chiede a Bruno «di mettere la parola fine a questa vicenda, applicando i disposti del capitolato e, nel caso, trovando gestori di maggiore serietà per una struttura che non può essere sottratta alla comunità che l’ha voluta e pagata».
Prima ancora di essere tirato in ballo da Luciano Solinas, il sindaco Bruno si era espresso molto chiaramente sulla questione. «Chiederò un incontro ai responsabili dell’Associazione italiana alberghi per la gioventù e verificherò se la proposta è compatibile con la convenzione stipulata col Comune», assicura Bruno. «Alghero ha già dimostrato accoglienza e non si tirerà certamente indietro in futuro – precisa il sindaco – ma l’utilizzo dell’ostello di Fertilia per ospitare migranti non trova alcuna attinenza con le attuali finalità della struttura».
Sintetica Anita Baldi, presidente nazionale dell’Aig. «In un momento delicato assicuriamo la nostra completa disponibilità e collaborazione».
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