La Nuova Sardegna

Alghero

Chiudono gli hotel, emigrano gli stagionali

di Gianni Olandi

Il personale degli alberghi al quale scade il contratto costretto a cercare lavoro oltre mare

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ALGHERO. Entro il prossimo 30 di ottobre gli alberghi sulla costa a Nord Ovest della Sardegna concluderanno la loro attività stagionale di una estate decisamente lunga a dai rilevamenti statistici effettuati, anche di taglio positivo per l'industria delle vacanze algherese. Chiusura che rappresenta anche la fine del contratto di lavoro per diverse centinaia di unità, si calcola da 700 a 800 addetti. Sempre sul fronte del lavoro giungerà una riduzione dei livelli occupazionali anche nel comparto dei servizi tradizionalmente legati alla stagione turistica. Anche quest'anno si proporrà il fenomeno di maestranze che sono riuscite a trovare un contratto di lavoro per la stagione invernale, sempre in località turistiche e in particolare quelle sciistiche, le più famose settimane bianche della neve. Una “emigrazione” quasi fisiologica per molti lavoratori algheresi che consente di superare l'inevitabile flessione invernale delle opportunità di lavoro. In un passato peraltro neanche troppo lontano costituiva un riferimento occupazionale importante l’organizzazione del Cap d'Any, le feste in piazza della Riviera del Corallo, prime nate in Sardegna ai tempi dell'Azienda di Soggiorno di Porta Terra ideate e portate a battesimo dall'allora commissario Antonio Costantino, che riusciva, attraverso manifestazioni di forte richiamo promosse oltre Tirreno con largo anticipo, che cominciavano l'8 di dicembre, festa dell’Immacolata, fino all’Epifania successivo, ad attirare flussi e quindi a consentire la riapertura di alcune di quelle strutture ricettive che d’inverno chiudono i battenti. Una sorta di ritorno economico diffuso per la collettività a fronte degli investimenti pubblici. Facendo riferimento allo scorso inverno va ricordato che sono rimasti attivi per tutta la bassa stagione diversi collegamenti internazionali, sei per la precisione, sempre appartenenti al fenomeno low cost, che potrebbero essere oggetto di iniziative promozionali mirate. Va comunque ricordato che nel corso degli ultimi tempi anche il Cap d'Any è finito nelle maglie della crisi economica, registrando disponibilità finanziarie pubbliche inferiori al passato e quindi elementi di attrazione meno produttivi in quanto al richiamo di visitatori e turisti.

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