La Nuova Sardegna

Alghero

Tra 10 giorni la pista chiude per i lavori con l’incognita meteo

di Gian Mario Sias
Tra 10 giorni la pista chiude per i lavori con l’incognita meteo

Garantiti i primi voli del 27 e gli arrivi serali del 7 novembre Intervento strutturale su un tratto rettilineo di 600 metri

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ALGHERO. Il countdown è già iniziato, tra dieci giorni l’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Alghero chiuderà i battenti. La pista è usurata e necessita di lavori urgentissimi. Dal 27 ottobre al 7 novembre lo scalo di Fertilia sarà off limits.

L’incognita tempo. Questo nella più ottimistica delle previsioni, perché il nemico pubblico numero uno, in casa Sogeaal, è il tempo. In tutti i sensi. Da un lato c’è il bisogno di rispettare il cronoprogramma e fare più alla svelta possibile, dall’altro c’è la forte preoccupazione che le condizioni climatiche possano stravolgere i piani e costringere i passeggeri e la società che gestisce l’aerostazione a un disagio prolungato.

L’aeroporto sarà operativo sino alle 9 del 27 ottobre e riprenderà la propria attività alle 19 del 7 novembre. In quei due giorni saranno dunque garantiti i voli in partenza al mattino e quelli in arrivo alla sera, quotidianamente i più frequentati, riducendo più possibile i disagi prodotti dallo stop. Le compagnie aeree avevano deciso di non prevedere per i voli annullati la riprotezione, ossia la possibilità di imbarcare i clienti su un volo alternativo diretto verso la stessa destinazione.

I costi. Il restyling programmato sulla pista richiederà una spesa di un milione e 800mila euro e dieci giorni di lavoro senza sosta, 24 ore su 24. Più di un semplice maquillage, un intervento strutturale reso necessario con il trascorrere del tempo proprio dalle caratteristiche della pista. Si interverrà sul tratto rettilineo da 600 metri in testata nord. Si tratta di un intervento abbastanza complesso e non superficiale, perché si dovrà scavare a un metro e mezzo di profondità. Secondo i tecnici che hanno predisposto l’intervento, «è la qualità geologica del terreno, che ha caratteristiche particolarmente elastiche, a richiedere ciclicamente simili opere di consolidamento».

I precedenti. L’ultima volta che si è provveduto a un simile intervento su quel tratto di pista risale al marzo del 2006. Le operazioni sarebbero dovute durare tre giorni, ma anche in quella circostanza la pioggia aveva dilatato i tempi dell’intervento.

Feste senza aerei. Nelle scorse settimane si è discusso sull’opportunità di chiudere proprio in quel periodo, che comprende le festività di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti, per cui molti sardi rientrano nell’isola. Ma era stato il direttore della Sogeaal, Mario Peralda, a ricorrere ai numeri per spiegare per quale motivo l’arco di tempo individuato sia il più adatto per una chiusura totale dello scalo.

Le previsioni. «Abbiamo analizzato uno storico di quindici anni, questo ci ha permesso di constatare che esattamente in quei giorni il traffico sul nostro aeroporto diminuisce – era stata la rassicurazione dei vertici di Sogeaal – abbiamo lo stesso interesse di alberghi, esercizi commerciali e altre attività, visto che dobbiamo incassare, e proprio per questo abbiamo deciso di chiudere nel momento più opportuno da questo punto di vista». A scanso di equivoci, erano stati analizzati anche dieci anni di previsioni meteorologiche, per constatare che più si andava in là e più l’incidenza del rischio di pioggia, un problema per questi lavori, sarebbe aumentato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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