Ragazzi senza i microinfusori
I presìdi Asl utili per l’insulina: «Migliorano la qualità della vita»
ALGHERO. Per tanti ragazzi affetti dal diabete mellito l'utilizzo di My Live Omnipod, un microinfusore introdotto recentemente in via sperimentale nella cura della malattia, ha rappresentato una soluzione con effetti straordinari per coloro che sono stati colpiti dal diabete in età pediatrica. Il dispositivo medico infatti, oltre agli aspetti legati alla cura per la mancata produzione di insulina, consente ai ragazzi di vivere una vita normale con enormi miglioramenti della qualità della vita dal punto di vista patologico e psicologico. Tre ragazzi di Alghero, affetti da diabete cronico, segnalano che per questioni di tipo gestionale e burocratico nell'arco di una decina di giorni non potranno più usufruire dell'Omnipod in quanto l'Asl 1 di Sassari non fornirebbe alla ditta produttrice del dispositivo, che ha effettuato un primo rifornimento gratuito, le necessarie garanzie sui tempi di acquisto.
E quindi la stessa azienda sarà costretta a sospendere gli approvvigionamenti.
I tre ragazzi e le loro famiglie, anche a nome dei tanti che soffrono lo stesso problema, chiedono di poter usufruire del sacrosanto diritto alla salute, termine che spesso viene enunciato in occasione di tavole rotonde o momenti istituzionali, che poi sul piano pratico rischia di naufragare miseramente per mere questioni burocratiche come in questa vicenda il cui percorso sta destando legittime perplessità e non solo ai diretti interessati. Anche i genitori dei tre ragazzi chiedono che «chi come loro convive con patologie croniche e malattie che richiedono cure giornaliere, non si veda negato il diritto alla vita e a curarsi nel modo migliore». (g.o.)
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