A rischio 36 lavoratori della In House
Se non interverrà la Regione a fine anno scatteranno i licenziamenti. L’alternativa sono i contratti di solidarietà
ALGHERO. La lettera partita lo scorso 3 novembre dagli uffici di via Diez lascia poco spazio alla fantasia. Alghero in House licenzia. La società di servizi di proprietà del Comune lo dice chiaramente nella missiva rivolta ai sindacati del comparto, ai rappresentanti sindacali aziendali e al Collegio di mediazione dei conflitti di lavoro della Provincia. «Diamo atto del possibile esubero in azienda di 36 unità», scrive l’amministratore unico, Luigi Ceravola. «Si rende indispensabile individuare entro l’anno delle soluzioni per evitare di procedere a una riduzione di personale». All’origine degli esuberi ci sarebbe «la difficoltà manifestata dal Comune di Alghero di reperire le risorse per gestire in condizioni di normalità le attività in corso e programmate per il 2016». Per superare questa difficoltà il Comune «ha avviato un’azione nei confronti della Regione Sardegna volta a ottenere il riconoscimento di tutto o parte delle risorse già stanziate nel 2015, così da ridurre al minimo gli esuberi dichiarati», spiega Ceravola, che in alternativa alla riduzione di personale propone «la possibilità della sottoscrizione di un contratto di solidarietà». Il rappresentante della partecipata del Comune dichiara «disponibilità a un esame congiunto con le organizzazioni sindacali per una compiuta valutazione della situazione esposta». L’avvio delle procedure di licenziamento collettivo di 36 dipendenti su 55 fa insorgere l’opposizione di via Columbano. «Notizia incredibile e sconcertante, è un fatto inaccettabile, commesso nel totale silenzio», sbottano Michele Pais, Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada di Forza Italia, Giuliano Tavera del Psd’Az e Gianfranco Langella di Fratelli d’Italia. «Si preannuncia un futuro nero per i lavoratori coinvolti in questa assurda decisione, che trova fondamento in un piano industriale approvato dalla maggioranza in consiglio comunale, non sappiamo quanto consapevolmente», è l’accusa. Secondo i cinque «a nulla valgono le rassicurazioni del sindaco, che contraddicono ciò che viene messo per iscritto». Di fatto, «36 lavoratori hanno la concreta possibilità di perdere il posto di lavoro. Solleveremo barricate per evitare che si ripeta quanto accaduto per gli addetti alla sosta, tutti licenziati e oggi disoccupati». Per gli autori della protesta, «è necessario che all’opposizione si uniscano quelle forze politiche di maggioranza più responsabili, è necessario trovare la forza di strappare il governo della città a chi ha dimostrato saper fare solo annunci». Forza Italia, Psd’Az e FdI annunciano «massima opposizione, sono misure inaccettabili e offensive della dignità dei lavoratori».
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