Mario Bruno resta in sella ma cerca nuovi alleati
La maggioranza non vede «motivazioni per la fine anticipata della consiliatura» I consiglieri dell’Udc non passano all’opposizione ma saranno battitori liberi
ALGHERO. D’ora in poi Mario Bruno la maggioranza dovrà sudarsela atto per atto, ma la crisi è praticamente acqua passata. Si allontana il pericolo di un altro commissariamento, il terzo in quattro anni, un’eventualità che in Riviera del Corallo è vissuta come una maledizione. Grazie a un ex alleato che non rompe i patti elettorali ma si smarca. Antonello Usai, leader dell’Udc, vara il 13-9-3. Nel senso che da oggi in poi ci sarà la maggioranza, composta da 13 consiglieri, e ci sarà l’opposizione, che tra Movimento Cinquestelle, Pd e centrodestra arriva a 9, ma ci sarà anche l’Udc, i cui 3 consiglieri non passeranno all’opposizione ma diventano battitori liberi.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:alghero:cronaca:1.12432760:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2015/11/12/news/crisi-al-comune-di-alghero-l-udc-esce-dalla-giunta-1.12432760]]
«L’assemblea ha ratificato le decisioni della direzione – annuncia Usai – è stata negata la dignità di questo partito e dei suoi esponenti in giunta e in consiglio». Non si torna indietro «ma si è scelto di non arretrare rispetto agli accordi politici con la maggioranza – spiega l’ex assessore regionale – i nostri consiglieri sono liberi di votare gli atti in base al merito, di volta in volta». Le parole di Antonello Usai sono nette, e la base è con lui. «Siamo stati determinanti per il successo elettorale, abbiamo preso 1800 voti, avremmo potuto sostenere anche un’altra coalizione – dice – sarebbe stato più semplice e naturale, invece veniamo trattati dal sindaco in modo sprezzante». Per lui lo strappo è doloroso anche sul piano personale.
«Molti ad Alghero non potranno credere alle mie parole, considerato il rapporto che ci lega da moltissimo tempo», dice riferendosi alla sua storica amicizia politica con Mario Bruno. «Nel 2014 ho rifiutato anche di fare il sindaco perché ritengo che il mio tempo sia ormai venuto e ho scelto di sostenere lui – rivendica – non capisco questo sfregio, questo atteggiamento nei miei confronti e nei riguardi del mio partito».
Per evitare di rimanere sulla graticola, il sindaco apre a nuove alleanze. Per ora dalle opposizioni nessuno ha abboccato, ma pare che qualcosa si muova. Si inizierà anche in questo caso a trattare atto per atto, cercando quelle che in gergo chiamano “convergenze programmatiche”. Intanto il summit di maggioranza di ieri è servito per serrare le file dentro l’attuale coalizione, che di fatto resta maggioranza anche dopo lo strappo dell’Udc. «Le liste Per Alghero, Democratici per Alghero, Upc e Sinistra Civica ritengono di dover proseguire ancora con maggiore determinazione la propria azione al governo della città», recita il documento a conclusione dei lavori.
«Alghero oggi ha una guida autorevole e in grado di garantire l’attuazione del programma – prosegue – i punti qualificanti già avviati nei vari settori della vita amministrativa, i risultati già conseguiti e il crono-programma preciso di azioni da portare a compimento rappresentano elementi tali da escludere la conclusione anticipata della consiliatura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
