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Alghero

Chiuso il giudice di pace, è polemica

Gianni Olandi
Chiuso il giudice di pace, è polemica

Il ministro firma il decreto sottolineando «l’indisponibilità del Comune a mantenerlo». Pais: «È un tradimento»

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ALGHERO. Con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 di dicembre, il ministro di Grazia e Giustizia Orlando ha chiuso la sede di via IV Novembre dove era ubicato l'ufficio del Giudice di Pace. Dopo la chiusura del Tribunale di via Columbano, quello di via IV Novembre era l'ultimo presidio giudiziario presente in città.

Il decreto ministeriale dispone il trasferimento di tutte le competenze al Giudice di Pace di Sassari. Il provvedimento specifica inoltre, si legge sulla Gazzetta Ufficiale, che il «sindaco di Alghero con nota del 7 di ottobre ha evidenziato la sussistenza di insanabili criticità gestionali, tali da determinare la revoca della disponibilità dell'Ente al mantenimento, con oneri a proprio carico, del presidio giudiziario».

Da quanto appare dunque sarebbe stato il Comune a chiedere la chiusura. Vale la pena ricordare che l'attività dello stesso ufficio è stata a lungo interrotta per mancanza di personale, anche due o tre unità contemporaneamente per motivi di salute, al punto da far rischiare anche in passato la chiusura di via IV Novembre per l'impossibilità a operare.

Sembra che la sede di lavoro non sia gradita a più di un dipendente, da qui il ricorso a ripetuti certificati di malattia, determinando l'ngovernalibilità operativa del servizio giudiziario. Inoltre nel luglio scorso l'intero consiglio comunale, quando si paventava la chiusura, aveva votato all'unanimità il mantenimento in città del servizio, dando mandato al sindaco per individuare i percorsi da seguire per raggiungere tale risultato.

La notizia che il Giudice di Pace farà le valige verso il capoluogo ha ulteriormente surriscaldato il clima politico cittadino, già effervescente per fatto genetico, e dai banchi dell'opposizione sono partite le prime bordate. Michele Pais di Forza Italia ha chiesto le dimissioni del sindaco Mario Bruno per aver “ tradito” la volontà del consiglio. «Un atteggiamento scorretto dal punto di vista procedurale oltre che dell'etica politica, a parole professa il metodo della partecipazione e in gran segreto decide in assoluta autonomia, senza aver ricevuto nessun mandato, di revocare una decisione del consiglio comunale».

A parte le polemiche che giungono dal mondo della politica, l'unico dato certo e penalizzante resta quello a carico algherese, ma anche di numerosi comuni vicini, che ora andrà ad aumentare il numero, già consistente, di pendolari verso il capoluogo, con nuovi costi e perdite di tempo, per il disbrigo di atti legati alle competenze del Giudice di Pace.

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