Alghero, manutenzioni in aeroporto: 22 licenziati
Una società toscana ha vinto l’appalto con un ribasso del 30%: a rischio i posti di lavoro della Tfs e la qualità dei servizi
ALGHERO. Per ora l’unica cosa ufficiale è la lettera di licenziamento. Dal prossimo 31 gennaio saranno messi tutti in mobilità. Abbastanza per capire perché i 22 lavoratori della Tfs, la società che gestisce i servizi di manutenzione e di conduzione degli impianti dell’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Alghero, siano sul piede di guerra. Sono diciannove operai e tre amministrativi. Quelli con meno anzianità lavorativa, nell’aerostazione di Fertilia ci sono da quindici anni. Tra due mesi, la metà di loro rischia seriamente di ritrovarsi a spasso. Ieri sono venuti allo scoperto e hanno reso pubblica la loro situazione con uno sciopero di 24 ore.
«Potrebbe essere il primo di una lunga serie – avvertono – perché non intendiamo fermarci fino a quando qualcuno non ci darà le spiegazioni che ci spettano». Si sono rivolti a Sogeaal, spiegano, «ma alla nostra richiesta di incontro non ha risposto nessuno». A queste condizioni, il futuro è avvolto dalla nebbia e le notizie che circolano per i corridoi diventano la sola fonte di informazione. «Da quel poco che si apprende, il nuovo appalto per le manutenzioni è stato vinto dalla toscana Cct con un ribasso del 30%», riferiscono i lavoratori piuttosto allarmati. Non solo.
«Pare che il servizio continuerà a essere garantito dalla Tfs in subappalto», è la preoccupazione del segretario territoriale della Fiom, Gavino Doppiu. Quando la Tfs ha vinto l’ultimo appalto da 1milione e mezzo di euro, erano compresi anche i servizi di pulizia, personale incluso. Un conto esatto di quanto sia inferiore l’appalto in aggiudicazione rispetto alle risorse utilizzate nel triennio che si sta per concludere non è così immediato. «Ma tra ribasso d’asta e subappalto mancano almeno 250mila euro», è il calcolo che hanno fatto gli operai. Tradotto, «significa che circa la metà di noi rischia di rimanere senza lavoro – denunciano – gli esuberi potrebbero essere tra i dieci e i dodici».
L’alternativa sarebbe quella di dividere tra tutti un monte ore lavorative davvero minimo, come avviene per le dipendenti della società che assicura le pulizie dell’aeroporto: come testimonia la recente protesta delle lavoratrici, neanche quella è una strada auspicabile. Storicamente, quando un servizio viene così deprezzato rispetto al passato è perché esistono valutazioni secondo cui lo stesso lavoro si potrebbe fare con molta meno manodopera di quella assoldata col passare degli anni. Altrettanto storicamente, la replica di lavoratori e sindacati a questo tipo di analisi si concentra sulla qualità dei servizi garantiti.
«L’unica soluzione è che ci ascoltino, che si rendano conto che il nostro lavoro è ed è sempre stato essenziale, che se non si accorgono di noi è solo perché è sempre andato tutto bene, grazie alla nostra professionalità e al nostro impegno», è l’appello rivolto a Sogeaal con orgoglio e a testa alta dai lavoratori della Tfs. La stessa richiesta dai sindacati. «Aspettiamo di essere convocati dalla società di gestione», conclude Gavino Doppiu.
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