Soru: nessuno ha voluto gestire il Palacongressi di Alghero
Sia il Comune che i privati contattati dalla Regione avevano declinato l’invito L’europarlamentare del Pd: iniziativa sbagliata, oggi è un problema da risolvere
ALGHERO. «Non c'è stata nessuna inaugurazione farsa, abbiamo trovato l'opera in una situazione di precarietà funzionale, ci siamo preoccupati di renderla operativa e quindi di portarla a collaudo, niente farsa o passerella». Renato Soru ricorda che per quanto riguarda il palazzo dei congressi di Maria Pia, in occasione della sua presidenza alla guida della Regione, intervenne insieme all’assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni per recuperare l’efficienza di un impianto che era stato ereditato in una condizione tecnica di forte sofferenza che ne impediva l’utilizzo vanificando così il consistente investimento pubblico. In quella occasione vennero anche riqualificate le aree esterne consentendo al sito di ospitare grandi eventi musicali, soprattutto durante la stagione estiva.
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«Una volta concluso l’intervento – ricorda ancora il segretario regionale del Pd – ci siamo trovati di fronte a una situazione laboriosa e complessa: il Comune di Alghero non lo voleva in gestione, abbiamo monitorato anche l’imprenditoria privata, ottenendo sempre risposte negative».
Il problema di queste mancate disponibilità alla gestione è stato probabilmente determinato dagli alti costi di conduzione dell’impianto (si parla di oltre due milioni di euro all’anno): realizzato per dare supporto alla zona alberghiera, quale era ed è l’area di Maria Pia per il piano regolatore generale, magari assegnandone le stessa gestione all’imprenditoria turistica, è nato anche se dopo lunghissime vicissitudini ma di nuovi alberghi che avrebbero dovuto ospitare il turismo congressuale, neanche l’ombra.
«Forse si è trattato di una iniziativa sbagliata – sottolinea Renato Soru – almeno oggi tale si presenta, avendo di fatto prodotto soltanto danno: quello di consumare l’ambiente e il territorio in un sito di particolare pregio e di rara bellezza, e di rappresentare ora, oggettivamente, un problema di non facile soluzione per il sindaco Mario Bruno».
Resta l’incompiuta, circa 25 milioni di euro di denaro pubblico investiti inutilmente, una attesa che ha superato il quarto di secolo, tante ipotesi di sviluppo che sono svanite puntualmente nel corso degli anni. C’è abbastanza materiale per una profonda riflessione, magari per trovare una soluzione. Anche estrema.
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