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Alghero

Sparatoria ad Alghero, si scava nelle amicizie dei due feriti

di Gian Mario Sias
Sparatoria ad Alghero, si scava nelle amicizie dei due feriti

Le indagini degli investigatori avrebbero imboccato una pista ben precisa. Roberto Felice sarà operato alla gamba centrata da due colpi di pistola

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ALGHERO. La persona che mercoledì sera ha sparato a Roberto Felice, 41 anni, di Alghero, e a suo figlio Davide, 21 anni, anche lui algherese, si nasconde tra le loro conoscenze. È la convinzione che si fa sempre più largo tra gli inquirenti.

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Dopo due giorni e tre notti, l’uomo comparso dall’ombra e scappato subito dopo aver sparato quattro proiettili non ha ancora un’identità. Le indagini degli uomini del commissariato di Alghero, coordinati dal dirigente Valter Cossu, e di quelli della squadra mobile di Sassari, guidati dalla dirigente Bibiana Pala, vanno verso una direzione ben precisa. Chi ha ferito Roberto e Davide Felice aveva qualche conto in sospeso con almeno uno dei due, pensano gli investigatori, che infatti continuano a scavare nella sfera privata di padre e figlio e a scandagliare gli ambienti che frequentano. A rafforzare l’ipotesi al momento più accreditata è la testimonianza di alcune persone che avrebbero riferito alle forze dell’ordine che prima che spuntasse la pistola Roberto Felice e il suo feritore abbiano discusso piuttosto animatamente. Un fatto ritenuto probabile, dato che anche il figlio Davide avrebbe raccontato agli inquirenti di essersi precipitato per strada dopo aver sentito le urla e aver riconosciuto la voce del padre. Poi gli spari, una botta alla testa, la caduta, altri spari. Senza fare neanche in tempo a capire cosa stesse succedendo.

La sparatoria risale alle 20 di mercoledì sera. Roberto Felice era sceso dall’auto e stava per entrare nel circolo privato “La Pietraia”, di cui è proprietario e che gestisce col figlio. A pochi passi dall’ingresso, all’imbocco di via Fermi, si è trovato di fronte quell’uomo. Forse hanno discusso, forse sono venuti alle mani, di sicuro l’uomo sbucato dal nulla ha estratto una pistola e gli ha sparato, colpendolo alla coscia. Davide Felice, che stava lavorando nel circolo privato, è uscito di corsa, ma qualcuno l’ha colpito alle spalle e poi gli ha sparato. Alla gamba, anche a lui. Poi l’attentatore si è dileguato nel buio. Le due vittime non hanno potuto fornire alcun tipo di supporto alle indagini.

Molto provati dall’accaduto, sono ancora ricoverati nel reparto di Chirurgia dell’ospedale civile. Il figlio sta bene, il proiettile che ha passato la gamba da parte a parte non ha provocato lesioni rilevanti. Anche il padre non corre pericoli, ma oggi dovrà essere operato per via di una complicazione vascolare che potrebbe essere stata provocata dalla frattura del femore, conseguenza della caduta nella concitazione dell’aggressione subita, o dal proiettile. Roberto Felice aveva appena finito di scontare una pena definitiva nel carcere di Sassari.

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