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Alghero

La città dei centenari ha un segreto che si chiama “llua”

di Gian Mario Sias
La città dei centenari ha un segreto che si chiama “llua”

Con Giovanna Pistidda, 108 primavere, altri 21 “over 100” La geriatra: «Fondamentali la dieta e lo stile di vita»

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ALGHERO. «Il segreto della longevità? È la llua». Se chiedi agli algheresi come mai in città i centenari aumentano e la popolazione invecchia felicemente, la risposta è sempre la stessa. Lo dicono per battuta, ma immediatamente il loro pensiero va a quello stato d’animo intraducibile. Non è noia, non è pigrizia, non è stanchezza. È la ragione per cui ad Alghero, alla fin fine, questa storia di destagionalizzare il turismo e lavorare tutto l’anno non suscita grande entusiasmo.

Forse la routine di questa comunità che per sei mesi trabocca di turisti e negli altri sei si crogiola su sé stessa può essere una spiegazione del fatto che tutto sommato qui si vive bene e a lungo.

I 108 anni di Giovanna Pistidda, che ha spento le candeline sabato scorso e per il censimento di supercentenariditalia.it è la donna più longeva residente oggi in Sardegna (anche se il record anagrafico spetta a Filomena Marongiu di Villanova Monteleone ma residente a Cagliari), sono la punta dell’iceberg. Ad Alghero ci sono 13 ultracentenari e 9 centenari. Rispetto all’Ogliastra o alle altre zone blu del pianeta, dove l’incidenza di “super vecchi” rispetto ai residenti è straordinaria, la carica dei 22 nonnini algheresi non significa niente. Tanto che le indagini scientifiche si sono concentrate su altri territori e non su Alghero. Ma se consideriamo – tanto per fare un esempio – che a Sassari i centenari sono 26 su una popolazione residente che è praticamente il triplo, allora il dato inizia a farsi interessante.

La conferma arriva dalla specialista. «È fondamentale lo stile di vita, che dipende da condizioni ambientali, abitudini alimentari, movimento e socialità», dice Antonietta Bifulco, geriatra, che lavora all’ospedale civile di Alghero. «La cittadina di Alghero, essendo poco industrializzata e urbanizzata, gode di una natura ben preservata», spiega. Condizione che si coniuga con l’alimentazione. «Una dieta ipocalorica ad alto contenuto di polifenoli e con la presenza di acidi grassi polinsaturi e omega 3 attivano i meccanismi genetici della longevità – prosegue – e qui entra in gioco l’antica tradizione culinaria algherese, tesa a valorizzare i prodotti ittici e quelli del territorio».

Altro aspetto da non sottovalutare è la vita di relazione. «Gli anziani di Alghero, potendo godere di una rete sociale a strette maglie, che prevede una profonda integrazione nel tessuto sociale, possono far invecchiare bene il loro cervello», conclude la dottoressa. Ad Alghero si invecchia bene e si invecchia molto. Il centro residenziale comunale di via della Resistenza, dove sei giorni fa c’è stata la festa a sorpresa per signora Giovannina, la veterana della casa di riposo, fatica a stare appresso alle richieste. «Sono in aumento, una città come Alghero avrebbe necessità di un’altra struttura, perché ci sono tante richieste che non riusciamo a evadere», osserva Anna Maria Scognamillo, responsabile della struttura. «Da noi l’età media è aumentata – spiega – ma è normale, visto che si rimane qui a vita». Ma questo dato ripropone la necessità di pensare a un nuovo centro. I diretti interessati hanno le idee molto chiare. «Qui c’è tutto per stare bene», dice la signora Assuntina, 90 anni, mentre fa una pausa su una panchina col fratello Angelo, 86, e la loro badante. Più in là una banda di algheresi “adottivi”, una decina di anziani arrivati in città da quaranta o cinquant’anni e provenienti da Villanova, Bonnanaro e Cossoine, non hanno dubbi. «Un buon bicchiere di vino è quello che ci vuole». A una certa età il segreto è non farsi troppe domande.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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