La replica del Parco: «Il direttore scelto rispettando le regole»
Il presidente e il direttivo spiegano la procedura adottata Annunciata un’azione legale per risarcimento danni
ALGHERO. L'abituale quiete del Parco di Porto Conte è stata investita da una maestralata di polemiche in occasione del concorso per la nomina del nuovo direttore della riserva naturale. Il presidente Antonio Farris, i membri del direttivo Edoaerdo Morette e Luigi Cella, e il direttore pro tempore Augusto Navone, hanno voluto diffondere una presa di posizione ufficiale nella quale respingono tutte le accuse annunciando che faranno ricorso «a opportune sedi giurisdizionali alle quali si ritiene necessario ricorrere a difesa della propria onorabilità pubblica e personale» evidenziando anche «una amara constatazione: che agli interessi della politica o meglio dei sui giochi “tattici” particolari dell’uno dell’altro schieramento, sia stata sacrificata l’esperienza oltremodo positiva e produttiva del cessato direttore del Parco».
Nella nota viene segnalato che il percorso della nomina del direttore ha seguito «una procedura rigorosa basata su atti pubblici alla portata di chiunque, elencazione dei fatti e dell’iter amministrativo (tra l’altro non ancora concluso) seguito per assicurare al Parco di Porto Conte il proprio unico dirigente. Lo stesso bando di selezione – aggiunge – e il regolamento degli uffici e dei servizi, è stato approvato a distanza di poco più di un mese dalla scadenza naturale del contratto, il 18 novembre 2015. Tempo che è stato necessario per individuare un dirigente pro tempore al quale affidare la responsabilità della procedura per evitare che venissero approvati atti sotto l’egida di un direttore che poteva potenzialmente essere interessato a partecipare alla selezione». E ancora: «Lo studio del Bando e del Regolamento e in particolare la individuazione dei requisiti di accesso e di svolgimento della selezione avevano un unico obiettivo: selezionare un dirigente che fosse tale per appartenenza al ruolo o per averne esercitato per un tempo adeguato le funzioni e che rispondesse all’esigenza di dotare il Parco di Porto Conte di un direttore al contempo manager e “tecnico”». La nota si conclude con un ammonimento: «Quanto alle insinuazioni, ancora una volta di matrice squisitamente politico-propagandistica, su ipotetiche illegittimità poste in essere nella gestione del Parco, ricordiamo che, oltre ai giornali, esiste anche la magistratura, più idonea a rapportarsi con qualunque cittadino, sia per denunciare illeciti penali e sia, questo sia chiaro, per risarcire i danni da calunnia».
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