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Alghero

Caval Marì, buone idee ma tempi biblici

di Gian Mario Sias
 Caval Marì, buone idee ma tempi biblici

Il bando per il Masterplan prevede anche per il Balaguer 11 milioni di euro, ma il project financing ha un iter lungo

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ALGHERO. L’unica buona notizia è che le idee non mancano. Ma è l’unica, perché il bando internazionale per il Masterplan degli affacci a mare rischia di rivelarsi un boomerang pericoloso per gli ambiziosi progetti del Comune di Alghero. Il percorso scelto, infatti, rischia di allontanare nel tempo il momento in cui si potranno vedere realizzati i sogni di carta elaborati dai progettisti che hanno preso parte a questa prima fase del progetto. E siccome le cattive notizie non vengono mai da sole, questa dilatazione dei tempi significa che lo scempio del Caval Marì e del Balaguer, due strutture pubbliche in un totale stato di abbandono e di degrado, continueranno a sfregiare il lungomare Valencia e il lungomare Dante ancora per diverse estati. Se da un lato è legittimo che un’amministrazione scelga il percorso più articolato pur di arrivare al risultato migliore, con un processo di ri-funzionalizzazione di tutta l’area che potrebbe davvero stravolgere il waterfront di una delle parti più belle e suggestive della città, d’altro canto non è pensabile che gli algheresi e i visitatori debbano fare i conti ancora a lungo con due simboli ultradecennali di cattiva gestione del patrimonio comune, a maggior ragione se si tratta di beni che potrebbero produrre ricchezza in termini economici, sociali e culturali. Il concorso di idee promosso dall’amministrazione per la riqualificazione complessiva del lungomare algherese ha riscosso un discreto successo. Gli studi di fattibilità arrivati al protocollo di Sant’Anna sono 22. Sulla riqualificazione dell’intera area, con tanto di realizzazione di vere e proprie stazioni balneari urbane, si sono cimentati anche validi studi professionali esteri. Dal bastione Cristoforo Colombo al lungomare Dante, dal lungomare Valencia al Colle Balaguer, comprese le strutture del Caval Marì e del Balaguer, potranno contare su una volontà di investimento che si aggira intorno agli 11milioni di euro. Entro aprile dovrebbe concludersi la fase di preselezione, che porterà all’individuazione dei dieci migliori progetti, che saranno ammessi alla seconda fase concorsuale per essere giudicati da un’apposita commissione esterna entro questa primavera. Per vedere realizzate le idee si dovrà passare successivamente a un elaborato percorso di project financing. A voler essere ottimisti, questo percorso permetterà ad Alghero di ripensare e trasformare un’area così importante a costi bassissimi. Il problema, però, è quello che succederà nel frattempo, perché si parla di diversi anni prima di assistere all’inaugurazione di un cantiere. E quei ruderi, che un tempo hanno rappresentato qualcosa per l’economia turistica e culturale di Alghero, non possono continuare a rimanere in questo stato ancora a lungo.

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