L’Udc si riavvicina a Bruno e si complica l’alleanza col Pd
ALGHERO. Neanche il tempo di raccontare che la delegazione della maggioranza che sostiene il sindaco Mario Bruno e quella del Pd cittadino hanno finalmente intrapreso la strada giusta, quella di un...
ALGHERO. Neanche il tempo di raccontare che la delegazione della maggioranza che sostiene il sindaco Mario Bruno e quella del Pd cittadino hanno finalmente intrapreso la strada giusta, quella di un accordo che modificherebbe sostanzialmente gli assetti di governo della città, e la cosa si complica di nuovo. La ritrovata disponibilità al dialogo è confermata, l’incomunicabilità del 2014 è superata, la frattura fa meno male e le questioni politiche sono la priorità sui cui si cerca di convergere per il bene della città. Ma da qui a dire che è fatta ce ne passa. I motivi sono tre. Il primo scoglio riguarda gli assetti. Nessuno parla più di azzeramento, ma il Pd chiede una rivisitazione programmatica profonda, che permetta ai dirigenti di via Mazzini di parlare ai propri elettori di una stagione nuova, alla quale il partito aderisce per senso di responsabilità, con la convinzione che le idee su cui puntare siano quelle che due anni fa sono confluite nel programma elettorale del candidato sindaco Enrico Daga. A garanzia dell’attuazione del nuovo programma, i democratici puntano a guidare direttamente determinati processi, gestendo assessorati e incarichi fondamentali dal punto di vista strategico. Bisogna vedere cosa ne pensa l’attuale coalizione di maggioranza. Il secondo ostacolo è in qualche modo il rovescio della medaglia rispetto al primo. La città non può star ferma di fronte a una crisi sempre più complessa. Ancora meno può stare ferma l’amministrazione comunale. Mario Bruno e i suoi, pur costretti a fare le corse per far sentire la voce di Alghero anche su partite non direttamente dipendenti da Sant’Anna, vanno avanti. È dei giorni scorsi, per esempio, la notizia dell’accelerazione impressa sul Puc. Ed è dei prossimi giorni, invece, la notizia della pubblicazione del bando per l’individuazione del direttore di Meta. Esempi, sono solo esempi: ma si tratta di argomenti su cui bisogna capire quanto il Pd possa accettare fughe in avanti. Terza e ultima incognita: l’Udc. Il sindaco ha ripreso a dialogare con gli ex alleati, magari sperando in una maggioranza allargatissima in cui ognuno è importante ma nessuno indispensabile. Bisogna capire a quale parte dell’Udc interessi un accordo con Mario Bruno, e che tipo di accordo. I consiglieri centristi vengono descritti tra il tiepido e l’ostile a una riedizione dell’alleanza del 2014: più che la rivoluzione programmatica chiesta dal Pd, per loro servirebbe una revisione del metodo di lavoro e un ripensamento su alcune scelte “fuori programma”.
È un’intesa compatibile con le scelte dell’attuale maggioranza? E con le aspettative del Pd? Lo dirà la trattativa che il sindaco Mario Bruno porterà avanti sui due tavoli anche nei prossimi giorni. (g.m.s.)
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