Le risorse per la Sogeaal, le perplessità dei Riformatori
ALGHERO. «L’impegno della giunta regionale per la ricostituzione del capitale sociale di Sogeaal con 10milioni di euro è solo sulla carta, nel bilancio di previsione regionale non risulta». Lo...
ALGHERO. «L’impegno della giunta regionale per la ricostituzione del capitale sociale di Sogeaal con 10milioni di euro è solo sulla carta, nel bilancio di previsione regionale non risulta». Lo denunciano pubblicamente i Riformatori di Alghero, per i quali «forse il presidente Pigliaru ha chiesto all’Unione Europea il nulla osta preventivo, obbligatorio, ma la risposta sarà data in tempi molto lunghi». Un’ipotesi, quella avanzata dai Riformatori, che contribuisce all’addensarsi di cupe nubi sul cielo che sovrasta l’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” e la sua società di gestione, di proprietà della Regione. «Negli ultimi cinque anni la Sogeaal ha accumulato debiti per circa 10milioni di euro, che devono essere coperti con la ricapitalizzazione a prescindere a qualsiasi discorso legato ai contributi di co-marketing regionale per l’incentivazione dei voli low cost», insistono i Riformatori, che rivolgono alla classe dirigente locale e regionale una domanda molto precisa. «Il presidente Pigliaru, gli onorevoli e i sindaci del territorio hanno consapevolezza del fatto che la mancata ricapitalizzazione costringerà la Sogeaal a una progressiva difficoltà economica e finanziaria che porterà, purtroppo, al fallimento?», si chiedono. Lo stesso sos, quasi simultaneamente, viene lanciato anche dagli organismi cittadini di Italia Unica, che in più pone l’accento sugli effetti che la vicenda potrebbe avere sul processo di privatizzazione in corso.
«Il disegno di legge per la ricapitalizzazione della società di gestione dello scalo algherese, approvato in febbraio dalla giunta regionale, se dovesse andare in porto servirà per garantire la sopravvivenza nei prossimi mesi, ma dopo?», è la domanda che il partito di Corrado Passera rivolge a Cagliari. «Siamo sempre in attesa della decisione dell’Unione europea sull’ammissibilità dei contributi co-marketing stabiliti dalla legge regionale 10 del 2010 – proseguono – e se la decisione di Bruxelles non dovesse arrivare subito? La Regione si rende conto del danno che potremmo avere?», è l’altro dubbio. I due partiti attendono risposte. Ma, avvisano, «non resta troppo tempo». (g.m.s.)
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