La Nuova Sardegna

Alghero

Stop alla rete metropolitana l’approvazione non passa

di Gian Mario Sias
Stop alla rete metropolitana l’approvazione non passa

Lo statuto della nuova intesa del Nord Ovest Sardegna non piace alla minoranza Il troppo potere nelle mani di Sassari ha fatto abbandonare l’aula a Fi, Pd e Ncd

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ALGHERO. Dopo mesi di lotta al “cagliaricentrismo”, ora lo spauracchio diventa il “sassaricentrismo”, e dati alla mano il timore è di passare dalla padella alla brace. Al consiglio comunale di Alghero la bozza di Statuto della nuova Rete metropolitana del Nord Ovest Sardegna non piace per niente. Il potere che la bozza licenziata sulle ali dell’entusiasmo dai sindaci del nucleo base del nuovo soggetto istituzionale assicura a Sassari è eccessivo. Per riassumere in maniera estremamente semplice il problema sollevato già in commissione e in ogni occasione possibile dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle, Graziano Porcu e Roberto Ferrara, è una questione numerica: se il potere decisionale del capoluogo è vicino alla maggioranza assoluta, e attualmente lo è, gli basta trovare sponda da parte di due piccoli paesi, supponiamo Stintino e Valledoria, per decidere senza troppe storie anche per conto di realtà più grandi e più complesse come Alghero o Porto Torres. Ed è proprio da questi due centri, grazie anche all’asse tra grillini catalani, grillini turritani e grillini sassaresi – unici ad aver sollevato qualche perplessità a palazzo Ducale – che la Riviera del corallo è diventata l’epicentro della rivolta contro lo Statuto. Due notti fa l’approvazione del consiglio è saltata: le regole prevedono che per dire sì allo Statuto serva il voto favorevole di due terzi dell’aula. Due sere fa Forza Italia, Ncd e Partito Democratico hanno abbandonato l’aula, contestando peraltro anche il metodo poco collegiale seguito per portare in via Columbano un documento da sottoporre in fretta e furia all’approvazione dell’assemblea civica. Porcu e Ferrara hanno invece partecipato ai lavori, hanno proposto degli emendamenti che riequilibrassero i rapporti di forza in favore di Alghero ma non solo, e quando hanno capito che le loro istanze non sarebbero state accolte si sono astenuti. L’accoglimento dei loro emendamenti, peraltro, provocherebbe un terremoto, dato che lo Statuto emendato in Riviera del corallo dovrebbe essere riapprovato da tutti i consigli comunali, con una conseguente perdita di tempo rispetto al cronoprogramma a marce forzate sin qui seguito. Il 10 maggio si voterà con lo stesso sistema e c’è da immaginare che il risultato sarà identico. Ma nella terza convocazione sull’argomento, prevista per il 13, lo Statuto sarà approvato a maggioranza semplice.

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