Il carcere non chiude, sono arrivati quaranta detenuti
L’annuncio di Mauro Pili (Unidos) aveva allarmato i sindacati Ora i reclusi sono 100 a fronte di una capienza di 159 unità
ALGHERO. «Nel carcere di Alghero sono arrivati 40 nuovi detenuti provenienti dalle altre strutture della Sardegna, ora gli ospiti del nostro istituto sono 100, mentre la capienza massima è di 159 carcerati». Interpellata, Elisa Milanesi, che dirige la casa di reclusione “Giuseppe Tomasiello” di Alghero, spende pochissime parole per sciogliere indirettamente i dubbi, le preoccupazioni e le polemiche che per un mese sono entrate e uscite dalla struttura di via Vittorio Emanuele con molta libertà. La dirigente evita qualsiasi tipo di commento o di valutazione, lasciando che sia la politica a dare spiegazioni delle decisioni che prenderà. Ma l’annuncio dei nuovi quaranta detenuti appena arrivati ad Alghero sono una risposta eloquente alle perplessità sollevate dal deputato Mauro Pili. Tre settimane fa il leader di Unidos aveva svelato un piano del Dipartimento per l’attività penitenziaria per svuotare il carcere di Alghero, chiuderlo e destinarlo alla nuova funzione di centro di accoglienza per 300 profughi. Alle smentite delle autorità del sistema penitenziario regionale e nazionale, l’ex presidente della Regione aveva replicato difendendo l’attendibilità delle sue fonti e compiendo un’attività ispettiva all’interno del carcere per acquisire ulteriori elementi a supporto della sua tesi. L’interessamento dell’ex sindaco di Iglesias per il “Tomasiello” ha messo in allarme l’intero sistema sindacale della polizia penitenziaria. Non più tardi di cinque giorni fa, le quattro organizzazioni che rappresentano la polizia penitenziaria hanno scritto al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Maurizio Veneziano, al Capo del Dipartimento per l’attività penitenziaria e all’ufficio Relazione sindacali dello stesso dipartimento. «L’amministrazione penitenziaria ha smentito le affermazioni di Pili, che però ha “smentito la smentita” dell’amministrazione e in seguito alla visita ispettiva compiuta da parlamentare ha raccolto e diffuso dei dati dai quali emerge una situazione a dir poco allarmante, che corrobora la tesi da lui sostenuta sulla chiusura dell’istituto», era stata la denuncia di sabato scorso. «Stando alle informazioni, a fine anno ci dovremmo trovare a gestire 26 detenuti – avevano detto tra l’altro – e l’interrogazione parlamentare sull’esito della sua visita all’istituto non ha ancora trovato risposta». A quella del leader di Unidos ha fatto seguito anche l’interrogazione di Nicola Molteni della Lega. I dati confermati da Elisa Milanesi spazzano via ogni dubbio.
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