La Nuova Sardegna

Alghero

La città vuole diventare Capitale della cultura 2018

di Gian Mario Sias
La città vuole diventare Capitale della cultura 2018

La sfida di Gabriella Esposito, in ballo una grande campagna promozionale Nel frattempo si lavora alla prossima apertura del nuovo polo museale

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ALGHERO. «Con “Alghero capitale italiana della cultura” la città riparte, investe su un capitale sconosciuto e sottostimato e ritrova lo slancio necessario per risorgere». Gabriella Esposito lancia il guanto di sfida. L’assessore comunale della Cultura e del Turismo sovrintende la task force all’opera per candidare Alghero come capitale italiana della cultura nel 2018. L’assessore segue passo dopo passo l’iter e intanto presidia il cantiere del Museo della città, che da esempio di cattiva amministrazione si appresta a diventare l’epicentro di una rivoluzione che restituirà ad Alghero un circuito museale unico, che racconta secoli di storia locale. Il Museo della città – sulla cui apertura non ci si sbilancia più, ma che ormai è pronto – il rinnovato museo del corallo – per il quale si aspettano solo le ultime certificazioni – l’ex cotonificio e gli altri luoghi che ospiteranno il distretto della creatività, gli spazi espositivi, la biblioteca del Mediterraneo, i progetti i partner culturali, economici e sociali: ecco i pilastri della candidatura che sarà spedita al Ministero dei Beni culturali. «La formalizzeremo entro il 30 giugno, il dossier è stato elaborato da un gruppo di lavoro coordinato dal dirigente Salvatore Masia – annuncia Gabriella Esposito – esiste un comitato scientifico e diversi punti di forza, dal polo museale alla specificità culturale e linguistica, che intendiamo valorizzare». Al di là del titolo onorifico, essere capitale italiana della cultura significherebbe ottenere un finanziamento da 1milione di euro. «Servirà per un grande cartellone di eventi internazionali e per l’individuazione di importanti testimonial», spiega Esposito. Ma soprattutto, «le prime dieci città classificate godranno di una straordinaria campagna promozionale». A guardare le cose senza troppa attenzione, tutto questo ottimismo sembra fare a cazzotti con lo stato di salute di una città che non è esattamente nel suo massimo splendore. Ma al di là del tema dei temi - la difficoltà dell’aeroporto, la fuga di Ryanair e la conseguente crisi economica cittadina e territoriale - e dell’annessa bagarre politica, il Comune è sotto tiro perché la percezione diffusa è che la città sia sporca, disordinata, brutta e sciatta. L’assessore comunale accetta la sfida senza alcun timore e incita Alghero a credere nel progetto. «La cultura è il nostro petrolio, anzi è qualcosa di più perché il nostro tesoro è inesauribile – conclude Gabriella Esposito – siamo consapevoli che si tratti di una sfida difficile, ma siamo convinti che da qui si possa e si debba ripartire, serve uno scatto di reni».

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