Il Consiglio di Stato fa riaprire i battenti al bar Quintilio
Linea dura del Comune: denunciata la titolare del “Milese” Il gazebo esterno non avrebbe autorizzazione paesaggistica
ALGHERO. Sulla Riviera del Corallo, per le concessioni del suolo pubblico, l’estate 2016 è decisamente turbolenta, ricca di colpi di scena, di sentenze, giudici e avvocati. Concessioni revocate e poi restituite, ordini di chiusura eseguiti e poi annullati. Il tutto in una sorta di frenetico inseguimento di eventi. Ecco gli ultimi: il bar ristorante Quintilio, sulla fascia costiera di Calabona, da oggi riapre i battenti. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato con procedura d'urgenza dal legale della società che gestisce l'attività, avvocato Stefano Carboni, che ha sospeso in via provvisoria il provvedimento di revoca della licenza adottato dal Comune di Alghero.
Da segnalare che sempre per lo stesso punto di ristoro, il Tribunale ha disposto recentemente il dissequestro giudiziario che era stato adottato in precedenza. Va ricordato che il contenzioso dell’intera vicenda in relazione all’occupazione del suolo pubblico demaniale e alla quantità degli spazi utilizzati, e alle relative riperimetrazioni, è ancora in itinere e che il provvedimento del Consiglio di Stato, accolto piuttosto celermente, a tre giorni dalla sua presentazione, è da considerarsi provvisorio.
Provvisorietà che comunque consente ai giovani che avevano avviato l'investimento prendendo la gestione del sito dal vecchio titolare, di svolgerà l'attività e di subire quindi danni economici meno pesanti.
L'altro colpo di scena riguarda la Focacceria Il Milese di Sonya Fiori: il Comune ha denunciato alla procura della Repubblica la titolare per l'installazione sul marciapiede antistante l’esercizio di una struttura in ferro battuto « in assenza di permesso e autorizzazione paesaggistica».
Il provvedimento del Comune è stato notificato anche al presidente della Regione Francesco Pigliaru e al ministero dei Lavori Pubblici. Un’altra tegola dunque per la focacceria che in un passato abbastanza recente, sempre nel corso di questa estate, era stata obbligata a chiudere i battenti per questioni riguardanti i metri quadri della concessione, i confini, riperimetrazioni e centimetri vari.
In occasione della chiusura, poi revocata da un provvedimento del Tar, il mondo del web si era scatenato prendendo le difese degli “storici panini” della piazza antistante il vecchio porto storico.
Ora il grande gazebo in ferro battuto risulterebbe abusivo, reato perseguibile penalmente e infatti ne è stata investita la Procura di Sassari. E si apre un nuovo contenzioso. Incuriosce però capire come l'intero impianto, piuttosto consistente per ampiezza e peso, allestito e operativo da diverso tempo, sia diventato fuorilegge ora in piena estate, quando, proprio perché privo di autorizzazioni, poteva essere bloccato nel corso dell’installazione. E sempre in tema di concessioni demaniali da ricordare un altro contenzioso: quello dei servizi igienici sulla spiaggia di Porticciolo negati dal Comune.
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