Ryanair, nuovo rinvio a settembre
Niente incentivi prima della privatizzazione Sogeaal. Vertice a Olbia con il ministro Delrio
SASSARI. Tutto rimandato a settembre. A quando la privatizzazione della Sogeaal diventerà realtà con il via libera del consiglio regionale. La messa in sicurezza della società di gestione dell’aeroporto di Alghero-Fertilia si intreccia indissolubilmente con la delicata vertenza che riguarda il futuro di Ryanair nello scalo. La compagnia irlandese nel recente vertice a Pescara alla presenza del ministro Delrio ha manifestato la volontà di non abbandonare l’isola tornando sui suoi passi rispetto alla decisione – annunciata da tempo – di chiudere la base di Alghero il 1 novembre. Ma le condizioni sono chiare: per rimanere Ryanair chiede un piano di incentivi, il sostegno economico venuto a mancare dal 2013. Non è sufficiente, per convincere la compagnia, il taglio delle tasse aeroportuali stabilito dal governo sino al 31 dicembre 2016. Ma il piano economico per ora non c’é: non arriverà prima di settembre. Ora si tratta di capire se Ryanair aspetterà o volerà via definitivamente.
Il nuovo vertice. Si è svolto a Olbia ieri pomeriggio. All’aeroporto Olbia-Costa Smeralda si sono incontrati il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. Un vertice segreto, dal quale è trapelata però un’indicazione molto importante che riguarda i tempi. Dopo la riunione del 3 agosto a Pescara Ryanair attendeva risposte dall’isola. Sarebbero dovute arrivare entro Ferragosto, invece serviranno almeno altre due settimane.
Privatizzazione e incentivi. Durante il vertice olbiese sono stati definiti i passaggi concreti dell’operazione privatizzazione e Ryanair. Confermato l’obbligo – stabilito dalla legge - di privatizzare la Sogeaal: il nuovo socio di maggioranza avrà il 72,25% delle quote, il restante 27,75% resterà alla Regione. I due azionisti procederanno, in misura proporzionale alle quote detenute, alla ricapitalizzazione della società. Il percorso di privatizzazione viaggerà in parallelo con il piano di sostegno alle low cost. La ragione è questa: solo uno scalo con i conti a posto può permettersi di incentivare il traffico aereo.
Il ritardo. È una corsa contro il tempo, complicata anche dall’opposizione in consiglio alla privatizzazione. La giunta avrebbe voluto seguire vie più brevi, un emendamento di Tedde (Fi) ha imposto l’esame in commissione. Se ne riparla a settembre. Con la speranza che Ryanair non decida che il tempo è scaduto.
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