Il degrado del campo di calcio
La struttura, dopo il passaggio al Comune, è in stato di abbandono
ALGHERO. Oltre mezzo secolo di calcio giocato all ombra del campanile di San Marco buttato alle ortiche come quelle che stanno crescendo ormai da mesi nel campo di via Parenzo a Fertilia. Nella vecchia e ormai desertica struttura dove tante generazioni di algheresi hanno dato calci al pallone, ma anche giocato a bocce e calcetto ora non c’è traccia d’uomo.
E pensare che qualche mese fa si era esultato dopo lo storico passaggio del campo sportivo San Marco dal demanio regionale al Comune grazie all impegno del neo assessore allo sport Antonello Usai.
A luglio invece la doccia fredda la società Fertilia Calcio o almeno ciò che restava, non ha perfezionato l’iscrizione al campionato ed è calato il sipario. Un lento, ma progressivo declino si era peraltro già percepito nelle ultime stagioni quando anche il vivaio giovanile è lentamente scomparso. Ora non è dato sapere quale sarà il futuro del Fertilia Calcio, ma anche del movimento sportivo della borgata visto che con la chiusura della struttura ha visto la scomparsa anche della società bocciofila. L’impianto per la verità necessita di robuste manutenzioni e ora bisognerà capire come il Comune, diventato gestore diretto del campo e locali annessi, voglia porre rimedio.
È indubbio che occorrerà nuovo entusiasmo sportivo che sembra al momento in borgata si sia parecchio spento. «Attendiamo con fiducia cosa voglia fare il comune dello storico campo San Marco – commenta il presidente del comitato di quartiere di Fertilia Luciano Solinas –, la struttura per ripartire ha bisogno di robuste manutenzioni, ma è anche vero che alla luce del piano particolareggiato vigente l’amministrazione comunale potrebbe dar gambe al progetto di realizzazione della scuola alberghiera e realizzare all’Arenosu un nuovo campo sportivo. Ma questa ipotesi pensiamo ormai sia difficilmente percorribile. Speriamo più a una riqualificazione dell’esistente e a un rilancio dello sport in borgata confidando nelle tante eccellenze sportive presenti tra i nostri abitanti e alla ripartenza con maggiore entusiasmo».
Sergio Ortu
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