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Alghero

Allagamenti, l’Europa ha stanziato 950mila euro

di Gian Mario Sias
Allagamenti, l’Europa ha stanziato 950mila euro

Le risorse serviranno ad analizzare e affrontare gli effetti delle bombe d’acqua I fondi arrivano da un progetto comunitario che coinvolge Italia e Francia

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ALGHERO. Mai più un 24 luglio. È l’obiettivo fissato dal Comune con l’adesione ad “Adapt-Adattamento ai cambiamenti climatici dei sistemi urbani dello spazio di cooperazione transfrontaliera”. Si tratta di un progetto da oltre 4milioni di euro finanziato dalla Comunità europea attraverso il programma operativo di cooperazione transfrontaliera “Italia-Francia Marittimo”. Alghero è stata tra i principali promotori e ispiratori del progetto, al quale hanno aderito anche l’Anci Toscana, che è anche capofila del partenariato, i Comuni di Livorno, Rosignano Marittima, Savona, Vado Ligure, La Spezia, Sassari e Oristano, il Cispel, l’Unione dei Comuni della regione di Ajaccio e quella dei Comuni della regione di Bastia. L’amministrazione Bruno si aspetta che dal lavoro di studio, analisi sul territorio e sperimentazione sul campo di buone pratiche scaturiscano le soluzioni ai problemi che le aree costiere altamente antropizzate, come l’agglomerato principale dell’area urbana di Alghero, devono affrontare quando capitano eventi naturali prodotti dai cambiamenti climatici. È il caso di quanto accaduto nella Riviera del corallo la mattina dello scorso 24 luglio. Quella domenica mattina è bastata quella che con approssimativa sinteticità scientifica viene definita una “bomba d’acqua” per mandare in tilt la città, provocando l’allagamento delle strade più vicine al lido, praticabili solo in canoa, come documentato da alcuni avventurosi cittadini. Grazie ai 300mila euro destinati al Comune di Alghero, verranno studiati sistemi più adatti di prevenzione e di gestione dei rischi derivanti da fenomeni del genere, ma anche di quelli derivanti dal rischio idrologico, dall’erosione costiera e dagli incendi. L’asse progettuale cui fa riferimento Adapt punta anche a favorire la gestione congiunta del patrimonio naturale della zona coinvolta, che si estende tra la Sardegna, la Corsica, la Liguria e la Toscana, attraverso la protezione delle acque marine minacciate dalle attività produttive e umane nelle città portuali. Tra le attività che saranno avviate nei prossimi mesi ci sono innanzitutto la mappatura e l’analisi delle buone pratiche realizzate in ambito europeo e internazionale, ma anche la definizione degli strumenti utilizzati per favorire la partecipazione e la consapevolezza della comunità algherese sui rischi connessi ai cambiamenti climatici. Saranno poi qualificate le competenze degli attori istituzionali, economici e sociali e dei cittadini in tema di adattamento ai rischi climatici e alla protezione civile, per poi definire il nuovo profilo climatico del sistema urbano algherese, così da arrivare all’identificazione e alla valutazione delle sue capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alla predisposizione di una strategia per supportare tale adattamento e alla realizzazione dei piani di azione e delle attività di monitoraggio sull’avanzamento del processo di mutamento. Solo dopo potranno essere avviate concrete azioni pilota innovative. La prima riguarderà proprio la prevenzione della città dalle alluvioni urbane provocate da acque meteoriche.

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