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Il caso

Cala Finanza, la revoca della delibera non basta: Tavolara Bay va avanti

di Dario Budroni
Cala Finanza, la revoca della delibera non basta: Tavolara Bay va avanti

Il Ceo di Jhsf: «Noi siamo in regola». L’ad Biancu: «Solidale con mio fratello»

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Porto San Paolo La delibera di novembre ha le ore contate. Martedì sera finirà dritta nel cestino del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo. Ma per far saltare i piani di Tavolara Bay a Cala Finanza, in realtà, servirebbe ben altro. Forse lo sa anche il sindaco Francesco Lai, che non a caso parla di «atto politico». Lo sa bene, invece, la società che ha deciso di investire i suoi soldi nel promontorio di fronte all’isola di Tavolara, con il progetto di realizzare un beach club di lusso attorno a Villa Joy. Da fonti legali vicine alla proprietà, infatti, sottolineano che la procedura Zes sia perfettamente regolare e che non possa essere revocata. In altre parole, Tavolara Bay avrebbe tutte le carte in regola per andare avanti. Poco conta, insomma, se il consiglio comunale farà venire meno il documento che il governo nazionale, attraverso la Zes unica per il Mezzogiorno, aveva clamorosamente preso per buono, ignorando invece i pareri negativi della Regione e dello stesso Comune (in questo caso il parere era tecnico e non politico). Ad ogni modo gli occhi sono tutti puntati sull’8 luglio, quando il Tar della Sardegna si pronuncerà sul ricorso presentato dalla Regione proprio in opposizione al via libera del governo di Roma, contro il quale la giunta regionale sta anche preparando un ricorso direttamente alla Corte costituzionale.

La proprietà

Nel Consiglio che si è riunito venerdì, il sindaco Lai ha puntato il dito contro Tavolara Bay, che fa capo al gruppo Jhsf. Ha spiegato che sono venute meno le condizioni iniziali alla base della delibera 50 dello scorso novembre, attraverso la quale il consiglio comunale aveva riclassificato l’area di Cala Finanza da Zona H a Zona F2 non consentendo la realizzazione di nuovi volumi e imponendo la destinazione di oltre il 50 per cento di superfici a parco pubblico. Lai ha fatto riferimento ad alcuni interventi non autorizzati appena scoperti dai tecnici del Comune e che saranno presto demoliti. Si tratterebbe di una ventina di moduli amovibili e rivestiti di legno. Bagni, cucine e altre strutture in qualche modo a servizio di Villa Joy e del progetto del club. Prefabbricati che sarebbero comparsi negli ultimi giorni e che hanno quindi spinto il sindaco a revocare una contestatissima delibera sulla quale, ha spiegato, non ha nessuna intenzione di volersi arroccare.

Dall’altra parte, e senza entrare nei dettagli del caso, interviene nuovamente Thiago Alonso De Oliveira, che è il Ceo di Jhsf Uk: «Desidero ribadire che tutte le attività e le procedure relative al progetto Tavolara Bay si sono sempre svolte nel pieno rispetto delle norme e nella massima trasparenza, attraverso percorsi istituzionali pubblici e tracciabili. Inoltre, a Cala Finanza non è previsto alcun incremento delle volumetrie: l’intervento sull’attuale Villa Joy consiste esclusivamente nella riconversione della struttura esistente, presente da oltre 50 anni, senza alterarne le dimensioni e nel pieno rispetto del contesto ambientale. Crediamo che sviluppo economico, tutela del territorio e interesse pubblico possano convivere. L’obiettivo del progetto è contribuire a generare valore per questo straordinario territorio, sostenendo l’economia locale, le imprese, gli artigiani e l’occupazione. È questa la visione che ha ispirato il progetto fin dalla sua nascita».

La Zes unica

Tornando alla delibera che sarà revocata martedì – segnando una rottura definitiva tra Comune e Tavolara Bay –, i proprietari di Cala Finanza andranno comunque avanti per la loro strada. Dalla loro parte c’è una procedura, quella della Zes, che molto difficilmente potrà essere minata dalla retromarcia del Comune. Lo fa capire anche il sindaco: «Il nostro è un atto politico, poi gli altri (riferendosi alla Zes, ndr) facciano le loro valutazioni. Non è stato il Comune ad approvare quel progetto, ma è stata la Zes». La speranza di chi non vuole l’investimento a Cala Finanza ricade tutta sulla decisione del Tar.

I fratelli Biancu

Sempre venerdì in Consiglio si è dimesso l’assessore al Turismo Riccardo Biancu. Lo ha fatto per ragioni di opportunità visto che è il fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato della società Tavolara Bay. «Sono totalmente estraneo, dico no alle strumentalizzazioni» ha detto l’ormai ex assessore. Sul passo indietro interviene così direttamente Alberto Biancu, esprimendo solidarietà al fratello: «È una scelta che mi rattrista, perché conosco la passione, il senso delle istituzioni e la dedizione con cui ha sempre svolto il proprio incarico al servizio della comunità. Sono convinto che questa decisione nasca dalla volontà di preservare la serenità del dibattito pubblico e il corretto funzionamento delle istituzioni. A mio fratello va tutto il mio affetto e la mia solidarietà».

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