Posidonia: «Usiamola per concimare»
È la proposta di Antonio Ballone, ex contadino ottantenne che ricorda come le alghe fossero una risorsa e non spazzatura
ALGHERO. «Dovevate vedere quanto erano belle e rigogliose le campagne di Alghero quando venivano concimate con la palla marina». Mentre la posidonia si accumula a montagne in qualche angolo del litorale, i partiti litigano e fanno a gara per trovare il consulente più stravagante e la soluzione più innovativa, gli operatori del comparto balneare si lamentano per i ritardi e le carenze nel servizio di pulizia delle spiagge e i turisti restano basiti del fatto che nella Riviera del corallo anche questo possa diventare un problema apparentemente insormontabile. Ecco, mentre tutto questo si ripete ogni anno, l’antica saggezza dell’uomo dei campi indica la soluzione.
Antonio Ballone, algherese, 82 anni ben portati, ha ancora il “fuso orario” della sua vita precedente. Quella passata nei campi di Alghero, a fare il bovaro, il contadino, il servo pastore, l’agricoltore e qualsiasi cosa ci fosse da fare. Oggi come allora, la sua sveglia è all’alba. Adesso è in pensione, si gode i suoi anni e tutte le mattine, alle otto spaccate, va al mercato. Ai discorsi tra operatori e altri habitué partecipa volentieri. Spesso ascolta, qualche volta dice la sua. Ma quando si parla di posidonia, Antonio Ballone sale in cattedra. Come un luminare, viene ascoltato e apprezzato. Sentendolo, la cosa non sorprende affatto. «Da quindici anni a questa parte la palla marina, come chiamiamo la posidonia in algherese, non è più una risorsa ma è diventata un rifiuto speciale», osserva signor Antonio.
«Un tempo andavamo a prenderla in spiaggia, la raccoglievamo con il forcone, senza spostare neanche un granello di sabbia - puntualizza - e la utilizzavamo in campagna». La posidonia spiaggiata era considerata preziosa per costruire le lettiere degli animali. Rispetto alla paglia normale, «aveva degli effetti benefici sugli animali, li teneva puliti e allontanava microbi e altri problemi». Una volta marcita del tutto, «anziché restare sulle spiagge a provocare cattivo odore e uno spettacolo orribile, come accade oggi - è la piccola polemica che si concede l’ex contadino - veniva usata per concimare, e i campi non li ho più visti produrre verdure e ortaggi come a quei tempi». Tempi che vanno dalla sua infanzia a una quindicina di anni fa, quando tutto questo è stato vietato. «È incomprensibile, quel concime naturale è stato sostituito con fertilizzanti e prodotti chimici - dice Antonio Ballone - mentre la posidonia è diventata un problema, è stata vietata, viene ritirata con le ruspe e altri mezzi, che certo non fanno bene alle spiagge». Stimolato anche dai suoi compagni di chiacchierata, in compagnia dei quali la giornata inizia ancora molto presto, proprio come quando faticava tra il pezzetto di terra di proprietà della sua famiglia e le aziende agricole per cui prestava lavoro, Antonio Ballone lancia una proposta. «Forse bisognerebbe prendere in considerazione l’eventualità di tornare all’antico». Dato che nessuno sa cosa farne, forse un pensierino alla sua idea andrebbe fatto.
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