Tre autisti di scuolabus al sindaco di Alghero: «Noi licenziati e presi in giro»
I dipendenti della società che gestiva il servizio lo scorso anno annunciano battaglia legale: «Il Comune non ci ha tutelati»
ALGHERO. «Avevate promesso che non ci sarebbero stati morti sul campo e che non ci sarebbe stata alcuna perdita di posti di lavoro, che avreste chiesto il rispetto delle norme, che senza di noi sarebbe stato impossibile l’innalzamento della qualità del trasporto scolastico, che per voi era una priorità. Invece siamo stati licenziati e ora non abbiamo lavoro, ma nessuno si è strappato le vesti». È l’amaro sfogo di tre dipendenti della società che sino allo scorso anno gestiva il servizio di scuolabus per conto del Comune. Parole durissime, che i tre – licenziati ancora prima di instaurare qualsiasi tipo di rapporto con la società che si è aggiudicata il nuovo appalto – hanno affidato a una lettera aperta con cui si rivolgono pubblicamente al sindaco di Alghero, Mario Bruno, per contestare il modo in cui è stata gestita l’intera vicenda. «Lo stesso giorno in cui da Sant’Anna arrivavano proclami mediatici sulla difesa del nostro posto di lavoro e dei nostri diritti, all’incirca dieci giorni fa, la nuova azienda appaltatrice ci ha incontrato uno per uno, come se fossimo delle reclute alle prime armi e non lavoratori con oltre vent’anni di stato di servizio, per avvisarci che il personale non veniva garantito in toto e che le condizioni contrattuali sarebbero state comunque da rivedere», lamentano i tre ex operatori del trasporto scolastico nella missiva inoltrata nel fine settimana e resa pubblica solo ieri. Quel che è più grave da parte dell’azienda, spiegano i lavoratori licenziati, è che “mentre ci faceva fuori, la società era impegnata a reclutare nuovo personale mediante richiesta all’ufficio di collocamento – denunciano – ma, cosa grave, il servizio è stato riveduto e corretto per garantirle un risparmio economico, riportando il servizio scuolabus indietro di vent’anni, quando i bambini dell’asilo e delle elementari e i ragazzi delle medie venivano “raccolti nei punti di ritrovo delle varie borgate». Fatto che non denota una volontà di garantire la massima qualità del servizio, «e che mette il personale nella condizione di non poter svolgere il servizio con la dovuta serenità».
I lavoratori puntano il dito contro l’azienda, insomma, ma non lesinano critiche all’amministrazione. «La ringraziamo per come ha gestito la vicenda legata all’appalto del servizio scuolabus – dicono al sindaco – la solerzia nell’applicare clausole che hanno consentito di non garantire il proseguo delle condizioni lavorative precedenti si è rivelata una scelta scellerata». Ragione per cui, annunciano, «come consuetudine per questa amministrazione, la palla passa ai legali». Per il resto, scrivono a Mario Bruno i tre licenziati, «non possiamo che augurarle buon lavoro, quello che adesso manca a noi».
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