La Nuova Sardegna

Alghero

Neppure il Giro mette d’accordo la politica algherese

di Gian Mario Sias
Neppure il Giro mette d’accordo la politica algherese

Adesso un po’ tutti rivendicano la “paternità” dell’evento L’opposizione auspica che la città «si faccia trovare pronta»

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ALGHERO. Non ce l’ha fatta neanche il Giro d’Italia. Neanche l’edizione del centenario della corsa “in rosa”, la traversata in bicicletta dell’intero Paese, una delle corse a tappe più celebri e seguite al mondo, seconda solo al Tour de France, e di poco. Niente, il Giro d’Italia passa ad Alghero e sono tutti contenti. Ma dietro il giubilo e il tripudio si nascondono una serie di distinguo, di però, di ma, che la dicono lunga sul coefficiente di litigiosità della politica locale. E dei politici locali, soprattutto. Da quando è stata ufficializzata la notizia che il Giro d’Italia del 2017 partirà, addirittura, da Alghero, non c’è partito, movimento o area politica che non abbia detto la sua. Un caso davvero unico, al di là del quale resta comunque lo straordinario risultato di essere stati scelti come la sede inaugurale di un’edizione storica, che anche per questo motivo ambisce ad attraversare tutto lo Stivale, come spiega il sindaco di Alghero, Mario Bruno, che alle polemiche per ogni sua affermazione sta iniziando a farci il callo, dopo oltre due anni di amministrazione comunale. «È un piacere e un immenso orgoglio dare avvio all’edizione numero cento del Giro d’Italia, che ritorna in Sardegna dopo numerosi anni», dice Bruno, che annuncia di aver «già avviato la macchina organizzativa per presentare al meglio lo splendore della città che, sono certo, si farà trovare pronta per la storica occasione». La tappa prevista porterà la carovana a Olbia al termine di 203 chilometri di promozione turistica. «Continuiamo a confrontarci e a cercare un’intesa con Olbia anche sul prossimo mondiale di rally – prosegue – lavoriamo perché resti in Sardegna, con Alghero come sede del quartier generale e una gara anche a Olbia». Tanto basta per scatenare le forze di opposizione. «La notizia ci riempie di gioia», scrivono Ncd, Psd’Az e Patto civico. «Ma i sorrisi si spengono in un’espressione di incredulità – aggiungono – quando leggiamo che qualcuno cerca di ascrivere al suo lavoro i meriti di questo risultato». E ancora. «Auspichiamo che la città si faccia davvero trovare pronta per un evento così importante e non sia lasciata nelle condizioni in cui i turisti e i cittadini la vivono dal giugno del 2014». Anche il capogruppo in consiglio comunale del Pd, Mimmo Pirisi, esprime «soddisfazione per la scelta di far partire da Alghero il Giro d’Italia proprio nell’anno del centenario». Al netto di tutte gli auspici di rito, il consigliere chiede che «l’amministrazione si impegni per rendere la città presentabile, augurandoci che le immagini di queste ultime tre stagioni estive siano solo un brutto ricordo». Per Azione Alghero «la città è governata da un cacciatore di medaglie, che fa diventare sue tutte le manifestazioni e gli eventi che si svolgono, ma i problemi reali richiedono ben altro approccio». Per il segretario regionale dei Riformatori, Pietrino Fois, «siamo stati noi a promuovere un ordine del giorno in consiglio regionale per impegnare la giunta affinché si attivasse con l’organizzazione». E così anche una bella notizia diventa terreno fertile per polemiche e scaramucce.

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