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La coop Ecotoni: «Terre ai giovani la Regione ci ascolti»

La coop Ecotoni: «Terre ai giovani la Regione ci ascolti»

ALGHERO. «In occasione della presentazione dell’avviso esplorativo di vendita di Surigheddu e Mamuntanas, il presidente Francesco Pigliaru e il sindaco Mario Bruno si impegnarono affinché fosse...

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ALGHERO. «In occasione della presentazione dell’avviso esplorativo di vendita di Surigheddu e Mamuntanas, il presidente Francesco Pigliaru e il sindaco Mario Bruno si impegnarono affinché fosse tenuta nella giusta considerazione la possibilità di destinare parte di quelle terre ai giovani e alle cooperative sociali, ma quell’impegno oggi non risulta nei piani della Regione». È la denuncia della cooperativa sociale Ecotoni e dei suoi due esponenti di vertice, Tonio Mura e Chiara Rosnati. La loro posizione, inserita all’interno di una più ampia riflessione sul destino della storica azienda agricola, zootecnica e casearia, ha animato nei giorni scorsi un acceso dibattito promosso dal comitato di quartiere di Sant’Agostino.

Nella sala conferenze de Lo Quarter si parlava di Surigheddu e Mamuntanas come potenziale esempio di patrimonio pubblico da valorizzare, ma l’allarme sollevato da Ecotoni, la cui posizione è chiarissima sin dall’inizio dell’intera vicenda amministrativa gestita dal demanio regionale, ha catturato l’attenzione di tutti. «Utilizzare una parte di quelle terre per attività di agricoltura sociale risponde a uno dei bisogni più sentiti del nostro territorio, perché darebbe un’occasione di lavoro a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a trovare occupazione», spiega Tonio Mura. I circa 1200 ettari di terreni agricoli fertili, di proprietà regionale, si trovano in una condizione di riposo forzato da più di trent’anni. Oggi sono interessati da un progetto di vendita che ad Alghero, ma non solo, ha destato forti perplessità. «L’agricoltura sociale rappresenta un nuovo approccio che, attraverso iniziative in ambito agroalimentare, favorisce il reinserimento nella comunità di soggetti svantaggiati», spiega Chiara Rosnati.

«La nascita di Surigheddu e Mamuntanas è legata alla storia della Cooperativa agricola italiana, fondata a fine Ottocento come società mutua di utilità pubblica per colonizzare, coltivare e rifertilizzare le terre italiane lasciate incolte e fornire previdenza e assistenza alla classe contadina», ha raccontato il presidente della Fondazione Meta, Raffaele Sari Bozzolo. L’invito di Ecotoni è a non vedere l’agricoltura sociale «come un ammortizzatore sociale», ma ad ascoltare il territorio. «Il bando “Terre ai giovani”, interessa la Nurra per appena 35 ettari – concludono – basta che Pigliaru ci ascolti al massimo per mezz’ora, in fondo siamo 30 imprese locali e abbiamo un progetto». (g.m.s.)

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