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Alghero

Parco senza un piano, vicino all’addio il presidente Farris

di Gianni Olandi
Parco senza un piano, vicino all’addio il presidente Farris

Da tre anni il progetto elaborato dall’Università è al palo: l’assemblea dell’ente non si è mai riunita per discuterlo

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ALGHERO. Nel 1999 quando il parco di Porto Conte fu istituito con legge regionale (una proposta in tal senso era stata approvata dal consiglio comunale l'anno prima , sindaco Carlo Sechi) la scelta chiaramente ambientalista era stata collegata a doppia mandata con quella dello sviluppo economico. Dalla riserva della Baia delle Ninfe dovevano giungere elementi di fortissima promozione del territorio e quindi ricadute per la collettività. Lo strumento principe per raggiungere questi obiettivi è senza alcun dubbio il Piano del Parco. Il progetto è stato elaborato dal dipartimento di Scienze botaniche dell’Università di Sassari e da circa 3 anni è in astanteria negli uffici di Casa Gioiosa. Ma è anche vero che da circa tre anni l’assemblea del Parco, costituita dal consiglio comunale di Alghero, che doveva esaminarlo e condividerlo, non si è mai riunita su questo specifico argomento. Un atteggiamento che può essere interpretato in maniera diversa, ma che comunque dimostra una evidente indifferenza da parte dell’assemblea civica su uno strumento di vitale importanza per lo sviluppo della riserva naturale di Porto Conte. Alcun rumors che giungono da Tramariglio , per quanto non confermati ufficialmente, riferiscono di forti perplessità del presidente professor Antonio Farris a proseguire nel suo mandato.

Autorevole docente universitario, ricercatore, poco avvezzo ai giochini della politica algherese e soprattutto a comprenderne le finalità, Farris starebbe meditando di dire “grazie e arrivederci” soprattutto per il clima di indifferenza del Palazzo di Sant’Anna nei confronti dell’ente che rappresenta, ma a titolo gratuito, atteggiamento testimoniato peraltro dal fatto che negli ultimi due anni e mezzo non è mai stata convocata l'assemblea del parco per esaminare lo strumento di sviluppo, il piano appunto, che avrebbe messo il consiglio di amministrazione, dal quale si è dimesso recentemente il consigliere avvocato Edoardo Morette, nelle condizioni di progettare una azione di rilancio della riserva.

È possibile che a rendere il clima carico di tensioni e incertezze abbia contribuito anche l’inchiesta della Procura della Repubblica di Sassari, svolta dagli agenti della Guardia Forestale, in relazione al recente concorso per la selezione e nomina del direttore generale dell’ente. E pare che il professor Farris stia attendendo la scadenza della approvazione del bilancio, prevista per questo mese, per assumere una decisione. Lo strumento contabile è infatti un atto dovuto e indispensabile per Casa Gioiosa, anche in questa parziale condizione di congelamento programmatico per il mancato esame e approvazione del Piano, ed è quindi possibile che il presidente voglia portare a termine questa scadenza di legge.

Una situazione quindi piuttosto delicata che in questo momento sta venendo meno agli obiettivi che portarono alla costituzione del Parco, al conferimento allo stesso di importanti e pregiate porzioni del territorio algherese, e all’annunciato sviluppo economico.

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