Si fa dare l’anticipo per l’auto nuova, poi sparisce con i soldi
L’uomo aveva intascato 8500 euro promettendo un affare L’imprenditrice di Alghero ha denunciato il fatto alla polizia
ALGHERO. Dalle sue entrature nel gotha dell’economia sarda agli affari nel settore estrattivo, dal brokeraggio per le principali concessionarie d’auto dell’isola alle amicizie con armatori e politici. Una serie infinita di millanterie che ha messo nei guai un algherese che vive a Guardia Grande e già in passato accusato di truffa. La stessa accusa che gli rivolge un’imprenditrice nata ad Alghero, cresciuta a Ittiri e residente a Bologna. La donna, che opera nel settore turistico, ha presentato denuncia contro l’uomo che, dopo averle promesso un’auto a un prezzo imbattibile e aver ottenuto un anticipo, si è defilato e ha continuato a inanellare una serie di scuse incredibili, pur di non restituirle quanto dovuto. Sino a raccontare via sms di trovarsi in camera mortuaria per il decesso del padre. Che appreso della vicenda ha fatto tutti gli scongiuri del caso. L’imprenditrice e il presunto truffatore si sono conosciuti quest’estate. Grazie alle amicizie comuni, si sono ritrovati in giro, tra apertivi e cene. La donna torna ogni estate ad Alghero per seguire da vicino i propri clienti. Intuito il giro di contanti che smuove, l’uomo si è messo subito sulle sue tracce ed è riuscito ad accreditarsi come un uomo d’affari con conoscenze importanti e conti floridi. Ma l’11 agosto l’operatrice turistica ha un incidente d’auto. Per lei, fortunatamente, solo un grande spavento. La sua macchina, invece, è distrutta. Torna a Bologna e decide di comperarne una nuova. Una Mini Cooper. Va in concessionaria, chiede informazioni, si fa un paio di conti e poi, per non saper né leggere né scrivere, chiama quell’amico conosciuto solo qualche settimana prima. «Scherzi? Te la procuro a 15mila euro, con sedili in pelle e cambio automatico, arriva da un fallimento, è un vero affare», è la sua risposta. Il marito dell’imprenditrice è da subito dubbioso. Lei inizialmente si fida. E si fida anche quando sorgono i primi intoppi. «Guarda, l’affare sta sfumando, l’auto è in una concessionaria di Trento e c’è uno pronto a pagarla in contanti, serve almeno un anticipo», le racconta l’intermediario di Guardia Grande. Tempo qualche giorno e lei caccia 8mila euro. In più, gli fa avere i 500 euro del passaggio di proprietà. Dei documenti, necessari per perfezionare il contratto assicurativo, neanche l’ombra. «Guarda che se è una truffa ti denuncio, mandami preso i documenti», chiede lei. «Una mia collaboratrice è andata alla concessionaria, ma era chiusa per lutto», risponde lui, arricchendo ogni conversazione di insulti e contumelie. Altro sollecito e altra bugia. «Ti ho fatto il bonifico, ma l’impiegata della banca ha sbagliato perché stava allattando», è la spiegazione per quei soldi che non arrivavano. «Ti sto denunciando», scrive lei. «Ti prego, abbi pazienza, io ti do macchina e soldi ma fammi andare da mio padre che è in camera mortuaria», è l’sms con cui la pazienza della donna giunge al culmine. La sua denuncia, a quanto pare, non è l’unica a carico dell’affarista di Guardia Grande.
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