La Nuova Sardegna

Alghero

Si fa dare l’anticipo per l’auto nuova, poi sparisce con i soldi

di Gian Mario Sias
Si fa dare l’anticipo per l’auto nuova, poi sparisce con i soldi

L’uomo aveva intascato 8500 euro promettendo un affare L’imprenditrice di Alghero ha denunciato il fatto alla polizia

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ALGHERO. Dalle sue entrature nel gotha dell’economia sarda agli affari nel settore estrattivo, dal brokeraggio per le principali concessionarie d’auto dell’isola alle amicizie con armatori e politici. Una serie infinita di millanterie che ha messo nei guai un algherese che vive a Guardia Grande e già in passato accusato di truffa. La stessa accusa che gli rivolge un’imprenditrice nata ad Alghero, cresciuta a Ittiri e residente a Bologna. La donna, che opera nel settore turistico, ha presentato denuncia contro l’uomo che, dopo averle promesso un’auto a un prezzo imbattibile e aver ottenuto un anticipo, si è defilato e ha continuato a inanellare una serie di scuse incredibili, pur di non restituirle quanto dovuto. Sino a raccontare via sms di trovarsi in camera mortuaria per il decesso del padre. Che appreso della vicenda ha fatto tutti gli scongiuri del caso. L’imprenditrice e il presunto truffatore si sono conosciuti quest’estate. Grazie alle amicizie comuni, si sono ritrovati in giro, tra apertivi e cene. La donna torna ogni estate ad Alghero per seguire da vicino i propri clienti. Intuito il giro di contanti che smuove, l’uomo si è messo subito sulle sue tracce ed è riuscito ad accreditarsi come un uomo d’affari con conoscenze importanti e conti floridi. Ma l’11 agosto l’operatrice turistica ha un incidente d’auto. Per lei, fortunatamente, solo un grande spavento. La sua macchina, invece, è distrutta. Torna a Bologna e decide di comperarne una nuova. Una Mini Cooper. Va in concessionaria, chiede informazioni, si fa un paio di conti e poi, per non saper né leggere né scrivere, chiama quell’amico conosciuto solo qualche settimana prima. «Scherzi? Te la procuro a 15mila euro, con sedili in pelle e cambio automatico, arriva da un fallimento, è un vero affare», è la sua risposta. Il marito dell’imprenditrice è da subito dubbioso. Lei inizialmente si fida. E si fida anche quando sorgono i primi intoppi. «Guarda, l’affare sta sfumando, l’auto è in una concessionaria di Trento e c’è uno pronto a pagarla in contanti, serve almeno un anticipo», le racconta l’intermediario di Guardia Grande. Tempo qualche giorno e lei caccia 8mila euro. In più, gli fa avere i 500 euro del passaggio di proprietà. Dei documenti, necessari per perfezionare il contratto assicurativo, neanche l’ombra. «Guarda che se è una truffa ti denuncio, mandami preso i documenti», chiede lei. «Una mia collaboratrice è andata alla concessionaria, ma era chiusa per lutto», risponde lui, arricchendo ogni conversazione di insulti e contumelie. Altro sollecito e altra bugia. «Ti ho fatto il bonifico, ma l’impiegata della banca ha sbagliato perché stava allattando», è la spiegazione per quei soldi che non arrivavano. «Ti sto denunciando», scrive lei. «Ti prego, abbi pazienza, io ti do macchina e soldi ma fammi andare da mio padre che è in camera mortuaria», è l’sms con cui la pazienza della donna giunge al culmine. La sua denuncia, a quanto pare, non è l’unica a carico dell’affarista di Guardia Grande.

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