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Alghero

Capitale della Cultura 2018 l’amministrazione ci crede

di Gian Mario Sias
Capitale della Cultura 2018 l’amministrazione ci crede

Tra pochi giorni saranno selezionate le dieci finaliste fra le 21 candidate rimaste In ballo 15 milioni di euro del Ministero per interventi strutturali permanenti

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ALGHERO. L’ha detto molto chiaramente, il sindaco Mario Bruno. «Non ci siamo montati la testa, “Alghero capitale italiana della cultura 2018” è una sfida a migliorare». Il direttore della Fondazione Meta, Paolo Sirena, in plancia di comando da agosto, declina più precisamente il concetto. «Vincere o perdere non fa la differenza, conta partecipare, esserci significa che il “marchio” Alghero è dentro certi contesti, che la città è ritenuta degna di partecipare», spiega.

Un’esperienza del genere l’ha già vissuta a Cagliari. «Nelle città che competono per un obiettivo così grande si innesca un percorso virtuoso, si avviano processi di marketing – prosegue – che aiutano a fissare meglio gli obiettivi, a darsi delle priorità e a organizzare il grandissimo lavoro da fare». In lizza ci sono ancora 21 città, tra pochi giorni si sapranno le dieci finaliste. La vincitrice si conoscerà il 31 gennaio. Alghero sogna quei 15milioni di interventi strutturali permanenti che sono stati quantificati nel dossier presentato al Ministero. Nel frattempo, la rivoluzione è partita proprio dai piani alti de Lo Quarter, sede della Fondazione. «La catena di comando è cambiata, il nuovo tipo di organizzazione assicura alla Fondazione una sua autonomia, e senza non avrebbe senso». Nuovo cda, nuovo direttore, nuovo comitato scientifico e un assessore appositamente delegato. «Gabriella Esposito, che è anche assessore della Cultura e del Turismo, è deputata ai rapporti dell’azionista con la Fondazione Meta – spiega il direttore – prima, tutti gli assessorati intervenivano sulla Fondazione secondo modalità random, aver sistemato questo processo è già un bel passo verso l’autonomia e l’operatività». Si parte sempre dalla testa, ma anche il resto della Fondazione avrà bisogno di un restyling. «Interesserà tutti i settori, a iniziare da quello museale, che è un patrimonio straordinario», dice Paolo Sirena entrando nel vivo della questione, che in questo periodo ad Alghero è di strettissima attualità. «Abbiamo aperto il Museo del corallo, presto toccherà al Museo della città, poi c’è il Manno – dice – Alghero dispone di una bellissima rete museale urbana, sarà un punto di forza». In febbraio, quando il teatro sarà di nuovo a norma, Meta lo prenderà in gestione. Sarà così per tutti gli spazi, dalle Torri a tutte le aree espositive. «Basta con eventi casuali o quasi, vogliamo coinvolgere il vivacissimo tessuto cittadino in un percorso di innalzamento della qualità attraverso la programmazione», avverte Sirena. Dallo Spazio T a Franca Masu, da Umanitaria a tante altre esperienze, «vogliamo confrontarci con tutti e coinvolgere tutti – prosegue Paolo Sirena – credo che il ruolo della Fondazione sia quello di sostenere la cultura di questa città e i fermenti che altrimenti rischiano di andare dispersi». Il 30 settembre Meta ha presentato al Comune la sua programmazione triennale. «Attendiamo l’ok della giunta – conclude Sirena – ma gli effetti dei lavori in corso inizieranno a vedersi già nel 2017». Per farsi trovare pronti in caso di buone notizie da Roma.

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