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Ad Alghero Consiglio comunale lampo e l’ordine del giorno lievita tra le polemiche

di Gian Mario Sias
Ad Alghero Consiglio comunale lampo e l’ordine del giorno lievita tra le polemiche

Brevissime la ultime sedute, impossibile discutere i punti programmati Proteste anche dalla maggioranza: «I capigruppo trovino una soluzione»

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ALGHERO. In via Columbano lo scontro è sempre aperto. Il consiglio comunale non riesce proprio a dialogare. La massima assemblea civica cittadina è stata teatro anche nei giorni scorsi di polemiche e battibecchi. A far riesplodere il faccia a faccia tra le due fazioni, che numericamente sono quasi equivalenti, è stato l’ennesimo rinvio senza nulla di fatto. Con il risultato che interrogazioni, ordini del giorno, segnalazioni e mozioni continuano a entrare e uscire dai cassetti dei consiglieri senza che gli argomenti in programma trovino una soluzione. O uno spazio minimo di condivisione e di discussione. Una situazione che ha il solo effetto di ricompattare le diverse opposizioni, che di norma viaggiano in ordine sparso ma che sulla richiesta di rispetto per le prerogative dell’aula esibiscono una chiarissima identità di vedute. Lunedì scorso la seduta del consiglio comunale è durata pochissimo, molto meno di quanto avrebbe richiesto l’ordine del giorno. A denunciarlo sono i dodici consiglieri comunali dei gruppi di minoranza, da Forza Italia al Nuovo Centro Destra, dal Gruppo Misto al Partito Democratico, sino al Movimento Cinque Stelle. «L’opposizione ha risposto puntualmente alla convocazione anche per consentire che si procedesse alla ricostituzione delle commissioni consiliari, i cui lavori stanno andando a rilento da moltissimo tempo», è la premessa fatta dagli esponenti dell’opposizione. «Al contrario, siamo costretti a constatare che ancora una volta il consiglio comunale non ha potuto evadere nessuno degli oltre trenta punti iscritti all’ordine del giorno», lamentano. Non che mancassero argomenti di un certo rilievo, «a iniziare dall’importante interrogazione sulla situazione della grave disoccupazione in città», stigmatizzano. E invece non si è parlato di niente. «I lavori iniziati alle 17,30 si sono chiusi alle 19 per l’indisponibilità della maggioranza a proseguire nella discussione», protestano. Al netto delle strumentalizzazioni del caso, è evidente che il continuo rinvio di una quantità spropositata di argomenti posti all’ordine del giorno di ogni seduta rischia di paralizzare gli incontri del consiglio comunale. Anche dai banchi della maggioranza qualcuno chiede che «i capigruppo si incontrino e trovino una soluzione». (g.m.s.)

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