Cap d’Any ad Alghero, polemiche sul concerto finale
Per il presidente di Meta Raffale Sari «Lara Taylor è già stata protagonista di grandi eventi»
ALGHERO. Forse è stato solo un problema di comunicazione. Forse, col senno di poi, si poteva evitare di raccontare dell’abboccamento con Laura Pausini, o di spiegare che il concerto della “Laura nazionale” il 31 dicembre costa quasi mezzo milione di euro iva inclusa. Forse non si doveva rivelare della trattativa con Franco Battiato, che tra cachet, ospitalità, palco, service, annessi e connessi sarebbe costato 200mila euro.
In uno slancio di trasparenza, queste cose sono state dette alla presentazione del Cap d’Any 2016, presenti il sindaco di Alghero, Mario Bruno, l’assessore comunale della Cultura, Gabriella Esposito, il presidente di Meta, Raffaele Sari, e il direttore della stessa Fondazione, Paolo Sirena. Nominata dopo aver detto di tutti quelli che non ci saranno, Lara Taylor, giovane cantante spagnola, astro nascente della dance music internazionale, sembra solo una scelta economica. Questo fatto avrebbe generato discussioni in qualsiasi parte del mondo, figuriamoci ad Alghero, dove basta molto meno per incendiare i dibattiti. Il fatto che la regina di San Silvestro sia sconosciuta in città, nonché le sue foto provocatorie pescate nella rete e sui social si è scatenata l’ironia degli algheresi.
«Le critiche fanno parte della democrazia, ma delle precisazioni sono doverose», scrive Raffaele Sari su facebook. Prima cosa chiarire: quello del 31 dicembre è un radicale cambio di strategia. «Nel prevedere come animare la notte del 31 dicembre si è scelto prima di tutto il tipo di evento, cioè un momento collettivo che trasformasse l’area portuale in una discoteca a cielo aperto», scrive Sari. «Si è pensato a un target trasversale, fatto di giovani ma non solo, che potesse diventare parte attiva dell’evento, trasformandolo da un semplice concerto in una festa».
Per fare questo «abbiamo scelto Lara Taylor, giovanissima cantante che ha alle spalle un’importante esperienza di protagonista di eventi simili davanti a grandi e prestigiose platee», dice. Lara Taylor costa 39mila e 500 euro, vero. E proprio «in virtù di questo capodanno rimodulato, abbiamo allestito un programma vario, lungo quaranta giorni, con contenuti di valore, senza dimenticare l’inclusione e la solidarietà», afferma il presidente di Meta. Il suo post è molto più di una difesa d’ufficio, insomma. È un vero e proprio documento di rivendicazione. «Il capodanno non vuole essere più una perla nel deserto, ma la celebrazione di una gioia, tutti insieme – conclude Sari –, le critiche e le proposte serviranno sempre a crescere e a migliorare». (g.m.s.)
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