In forse l’assessorato di Natacha Lampis
ALGHERO. Finora le grane per il sindaco e per la sua amministrazione erano arrivate tutte dal centro. Prima l’Udc, poi l’Upc, per non parlare delle richieste dei Democratici per Alghero e dei...
ALGHERO. Finora le grane per il sindaco e per la sua amministrazione erano arrivate tutte dal centro. Prima l’Udc, poi l’Upc, per non parlare delle richieste dei Democratici per Alghero e dei tentativi falliti di fare pace con il Pd cittadino. Stavolta gli scricchiolii arrivano da sinistra. Da quella che un tempo era la lista “Sinistra civica”, di cui sono espressione il consigliere Giampietro Moro e l’assessora Natacha Lampis.
Almeno sulla carta, perché secondo voci sempre più insistenti il rapporto tra i due sarebbe ormai ridotto ai minimi termini e la permanenza della delegata per le Attività produttive nell’esecutivo avrebbe, per i meglio informati, i giorni contati. L’assessora, alla quale nessuno nega entusiasmo e abnegazione, tira dritto per la sua strada e continua con la sua attività, dentro e fuori Sant’Anna. Ma Giampietro Moro, le cui lealtà, disponibilità e spirito di squadra è stato sinora molto apprezzato dal sindaco Bruno e dagli alleati, non sarebbe più disposto a rispondere pubblicamente dell’operato di un’assessora con cui non ha più alcun confronto, né condivisione. Dalla delicatissima questione dei tavolini e del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico alle lamentele dei commercianti, passando per i dissidi nell’agro, cui pure Natacha Lampis si dedica con grande costanza, sono tantissimi gli argomenti su cui Moro si sarebbe sentito trascurato, arrivando a un passo dall’avviso di sfratto. Più precisamente la strategia del consigliere della Sinistra civica, da giovane cresciuto alla scuola del partito, è di una netta presa di distanza. Se poi il sindaco o qualche altro gruppo consiliare vorrà proseguire con l’assessore Lampis, faccia pure. Ma c’è un ma: sebbene sia da solo, Giampietro Moro è, un po’ come tutti quelli di maggioranza, il tredicesimo consigliere. In minoranza sono dodici. (g.m.s.)
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