Capitale italiana della cultura, Alghero ci crede: «Tutta l’isola ci sostenga»
Il sindaco Bruno orgoglioso per la candidatura: si tratta di un risultato eccezionale per la Sardegna. In caso di vittoria la città avrebbe a disposizione 15 milioni di euro per interventi
ALGHERO. «È un risultato straordinario, che riempie di gioia e orgoglio un’intera città, sempre più simbolo della cultura di una terra meravigliosa come la Sardegna». Alghero è tra le dieci città ancora in lizza per il titolo di Capitale italiana della cultura 2018.
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La candidatura ha superato anche l’ultima scrematura, con cui le pretendenti sono passate da ventuno a dieci, e il sindaco di Alghero, Mario Bruno, gongola. Posta sulla sua pagina Facebook una nutrita rassegna stampa e non nasconde la propria felicità. Quella frase riassume una strategia chiara. Alghero è l’unica città sarda in gara e Mario Bruno si aspetta il sostegno di tutta l’isola. Parlando di aeroporti, di turismo, di industria, di agricoltura, l’ha detto e ripetuto tante volte, in questi mesi, che «una Alghero più forte conviene a tutti, siamo la porta d’oro del turismo, siamo un biglietto da visita», è il pensiero con cui ha chiamato a raccolta sindaci sparsi da tutto il territorio regionale a difesa del “Riviera del corallo” e dei voli low cost.
Il giorno dopo il verdetto di Roma, è ancora il tempo di gioire e di commentare quello che può essere considerato di per sé un risultato eccezionale, e tutto sommato inatteso dalla maggior parte degli algheresi. «Alghero ha tutte le carte in regola per farsi trovare pronta alla sfida del 2018, ma essere inseriti tra le dieci città finaliste premia un lavoro impegnativo», afferma l’assessore comunale del Turismo e della Cultura, Gabriella Esposito, che aveva sposato immediatamente e con entusiasmo la sfida lanciata da Bruno in occasione di uno dei primi incontri pubblici sul Piano strategico comunale. Per entrambi, questo risultato è di per sé «uno stimolo a migliorare e concretizzare i tanti progetti finanziati».
Vincere sarebbe un risultato straordinario, in cambio del quale Comune e Fondazione Meta sarebbero pronti agli straordinari che richiederebbe la realizzazione di tutto quello che ci sarebbe da fare per sfruttare pienamente l’occasione. Alghero vorrà provare sul serio a giocarsi le sue carte fino in fondo, ma già essere tra le prime dieci è un fatto davvero molto positivo. Ma vincere o perdere, in un certo senso, non fa la differenza, essere arrivati sino in fondo significa che il “marchio” Alghero è dentro certi contesti, che la città è ritenuta degna di partecipare. Di solito, nelle città che competono per un obiettivo così grande si innesca un percorso virtuoso, si avviano processi di marketing che aiutano a fissare meglio gli obiettivi, a darsi delle priorità e a organizzare il grandissimo lavoro da fare. Certo che l’obiettivo, a questo punto, sono i 15milioni di interventi strutturali permanenti che sono stati quantificati nel dossier presentato al Ministero, che sarebbero come manna dal cielo.
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