Borgate, il nuovo affondo: «Dimenticati dal Comune»
Fallita l’idea di indipendenza il comitato Rinascita della Bonifica torna alla carica «Questa amministrazione non ci reputa degni di alcun tipo di investimenti»
ALGHERO. Dalla lotta per l’indipendenza a quella contro l’indifferenza. Il Comitato della Rinascita della Bonifica torna alla carica. Gli abitanti delle borgate, persa la causa dell’autonomia, chiedono a Sant’Anna un minimo di considerazione.
Per loro, in questi due anni e mezzo di amministrazione Bruno, non c’è stata. Volevano staccarsi dalla città e dare vita a una realtà amministrativa totalmente autonoma, si erano fatti promotori del progetto per l’istituzione del nuovo Comune di Porto Conte. Fallito quel percorso, ormai definitivamente, chiedono attenzione, servizi e considerazione. Nei giorni scorsi si sono riuniti per valutare le azioni messe in campo in questa prima metà di mandato dall’amministrazione comunale «per favorire l’inclusione sociale dei residenti delle comunità dell’agro», come spiegano loro, rendendo pubblica la loro insoddisfazione.
«Le azioni intraprese a favore delle borgate sono insufficienti, e noi non possiamo fare altro che constatarlo con grande rammarico», dicono senza usare mezze frasi. «Anche di fronte a una protesta storica, che ha coinvolto migliaia di persone che vivono in questo territorio, che si stava per materializzare nell’istituzione del nuovo Comune, il cui iter è stato bloccato in extremis da una nuova legge regionale sul tema – affermano – l’amministrazione Bruno è rimasta a guardare, a sorridere e a promettere». Per dare la misura di quel che intendono dire, portano un esempio estremamente pratico. «Se potessimo accostare una foto in cui siano immortalate le borgate come erano tre anni fa e una dello stato attuale delle varie aree, sarebbe difficile individuare differenze sostanziali», è la provocazione lanciata dalla Bonifica alla volta di Sant’Anna.
«I nostri centri di borgata cadono a pezzi – spiegano – e come al solito le responsabilità vengono rimpallate dall’amministrazione comunale alla Regione». Avevano sperato di avere un alleato nel Parco di Porto Conte, ma «anche il volenteroso Antonio Farris, il professore che si è adoperato gratuitamente per il territorio come presidente, si è dovuto arrendere di fronte alla palese indifferenza del governo cittadino per questa parte di territorio comunale». Il passaggio dalla protesta alla rivendicazione, in questo caso, si misura in euro. «Nel 2015 le strutture ricettive della nostra zona hanno contribuito agli introiti comunali attraverso la tassa di soggiorno per oltre 300mila euro, ma quei soldi non sono finiti certo in servizi per le borgate», è la denuncia a più voci, pubblica e senza peli sulla lingua. «C’è un problema culturale, di prospettiva – sostengono gli autore della protesta – questa amministrazione non reputa le borgate e Porto Conte degni di investimenti»».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
