Fertilia ricorda domenica l’odissea degli italiani cacciati via dall’Istria
Settant’anni fa l’esodo dei giuliani che all’indomani del trattato di Parigi del 1947 dovettero abbandonare le loro terre passate alla Jugoslavia
ALGHERO. Uno speciale annullo filatelico per celebrare una giornata del ricordo un po’ particolare. Lo hanno deciso l’Ente giuliano di Sardegna e l’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per ricordare il settantesimo anno dall’esodo degli oltre 350 mila italiani che all’indomani del trattato di Parigi del 1947 dovettero abbandonare le loro terre passate alla Jugoslavia.
Un esodo che solo con la legge del 2004 ha ottenuto la giusta memoria e riconoscimento. Per lungo tempo infatti, questa triste pagina di storia italiana ha avuto poco spazio anche nei testi scolastici. Lo speciale annullo filatelico richiesto a Poste italiane sarà operativo venerdì prossimo, giornata del ricordo, all’interno di uno sportello temporaneo che sarà allestito presso l’infopoint del Parco di Porto Conte in via Pola a Fertilia dalle 9 alle 14.
Sempre a Fertilia, uno dei tanti centri in Italia che accolse parte degli esuli fiumano-dalmati, verrà celebrata una santa messa alle 10,30 nella chiesa di San Marco. A seguire una processione per la deposizione delle corone di alloro davanti alla stele di San Marco nell’omonima piazza fronte mare e davanti alla statua del cristo delle foibe presso i giardini di Via Orsera e lungomare Rovigno.
Nel pomeriggio (alle 18) ad Alghero presso la sede della Lega Navale nella zona portuale, in collaborazione con l’Associazione marinai d’Italia e il supporto del documentarista Roberto Barbieri, ci sarà la proiezione del film documentario su Nazario Sauro. A Fertilia nonostante ormai gli esuli ancora in vita siano sempre meno, la memoria rimane comunque scolpita nel ricordo dei discendenti, ma anche nelle testimonianze storiche a partire dai monumenti realizzati come anche nella denominazione delle vie e nel dialetto che ancora sotto i portici si sente. Esiste e resiste infine ancora una attività commerciale storica il "bar ristorante Sbisà" che proprio qualche anno fa ha celebrato i sessan’anni di attività. Un luogo dove ancora si può gustare la cucina istriana.
Sergio Ortu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
