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Alghero

Alghero si prepara ai riti della Settimana Santa

di Gian Mario Sias
Alghero si prepara ai riti della Settimana Santa

Presentato il programma degli eventi fino a Pasqua. Don Angelo Cocco: «Un appuntamento che ormai è nel dna degli algheresi»

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ALGHERO. «L’immagine di Daniele Meloni, quella croce in legno portata dal mare, incarna perfettamente lo spirito di una città e del significato di questo particolare evento, tra passione e rinascita, tra fede e promozione». Per il presidente della Fondazione Alghero, Raffaele Sari, la “Setmana Santa a l’Alguer” edizione 2017 è tutta qui. «In questo momento importante, segnato dalla tradizione ma desideroso di novità, abbiamo cercato di fermare in un’immagine lo spirito vero di questo cartello di appuntamenti religiosi e culturali», dice Sari.

E la croce composta con dei pezzi di legno levigati dal mare, arrivati da chissà dove, è diventata il simbolo di quello che Alghero vive e sente in questo momento: una città votata all’accoglienza, che pensa al «Mare Nostrum come passione, sacrificio e rinascita di chi attraversa quel mare in cerca della sua rinascita», dice ancora Raffaele Sari. Ma il Mediterraneo richiama anche il turismo, e anche in questo caso lo stato d’animo della Riviera del Corallo resta sospeso tra passione e speranza. Per il sindaco Mario Bruno, la Setmana Santa è «l’occasione per rinsaldare una collaborazione ormai rodata con la diocesi di Alghero-Bosa, la Confraternita della Misericordia, la Fondazione Meta e il partenariato culturale».

Il lavoro necessario per organizzare l’intera manifestazione ha prodotto una serie «di appuntamenti che non definirei collaterali, ma integrati – dice il sindaco – è un evento soprattutto religioso, molto sentito dalla nostra comunità, vogliamo viverlo e condividerlo». Anche per questo, è significativo che «la cattedrale resti sempre aperta – conclude – perché il simbolo della città e di ciò che vuole essere». Per il parroco della cattedrale di Santa Maria, don Angelo Cocco, «la Setmana Santa è nel dna di Alghero, come testimoniano in particolare le 1500 persone che il venerdì santo sfilano in preghiera, circondati da altre migliaia di persone in religioso silenzio». Forse davvero il senso di questa manifestazione che riconcilia con la fede e apre le porte alla bella stagione e ai turisti è tutta nel senso dell’accoglienza ben riassunto da quella croce di legno arrivata con le onde sulle rive di questa città.

Lo conferma anche Gabriele Catalano, segretario della Misericordia. «Questa settimana racconta la fede ma è anche simbolo di turismo», dice il giovane rappresentante della Confraternita che da decenni custodisce e rinnova le tradizioni della Settimana Santa. «La processione del venerdì non è la più importante, ma la più emozionante, in grado di attrarre l’attenzione di tutti». Intanto oggi saranno completati i lavori sull’altare della cattedrale, con la speranza di tutti che entro il Venerdì Santo i ponteggi possano essere smontati del tutto e la chiesa possa dare il meglio di sé. In alternativa, la chiesa prescelta è quella di San Giovanni Bosco, alla Pivarada.

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