Chiosco sul Calich, insorge il M5S
Ma la cooperativa concessionaria replica: «È tutto in regola»
ALGHERO. Al Movimento Cinque Stelle un chiosco sul Calich non piacerebbe. «Perché proprio sulle rive della laguna?», chiedono Roberto Ferrara e Graziano Porcu. «Come immaginare di modificare un ambiente tanto delicato e vincolato?», domandano ancora. E soprattutto, «i rappresentanti degli enti che tutelano la sicurezza delle persone e il patrimonio ambientale, storico e culturale non hanno partecipato alle conferenze dei servizi», denunciano i due. «Vale il silenzio assenso?», è l’ultimo dubbio. A tutti i loro dubbi rispondono Elena Fustini e Federico Marongiu, rispettivamente presidente e consigliere d’amministrazione di “Solomare”, una cooperativa sociale di tipo B con sede a Fertilia, in via Laguna del Calich. Esterrefatti dalle polemiche, rispediscono al mittente le perplessità. «Abbiamo preso in concessione da Laore un terreno da tremila metri quadri, lo abbiamo ripulito, sottraendolo al totale abbandono e rimuovendo rifiuti di ogni tipo», raccontano. «Abbiamo valorizzato l’area e reso godibile il ponte romano senza toccare neanche un fiore, come dimostra l’archivio fotografico a disposizione di tutti», dicono i rappresentanti della cooperativa sociale. Nel maggio scorso è stato avviato l’iter per realizzare una struttura turistico-ricreativa. «In giugno c’è stata la prima conferenza dei servizi, in gennaio quella per ulteriori integrazioni e in marzo quella voluta dalla capitaneria per la vicinanza al demanio marittimo – spiegano – tutto è stato giudicato positivamente, senza eccezioni o rilievi». Sui dubbi procedurali Fustini e Marongiu sono chiari. «Si chiamano conferenze asincrone perché ogni ente può dare il parere per iscritto o tramite tacito assenso – chiariscono – dato che tutti ricevono la documentazione con venti giorni di anticipo, se non partecipano è perché non hanno niente da eccepire». (g.m.s.)
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