Primarie, il Pd cittadino gongola
Soddisfatti i vertici di via Mazzini per la sconfitta della proposta di Mario Bruno
ALGHERO. «Nonostante l’appello del sindaco e della sua giunta a disertare i seggi, Alghero si conferma tra i centri della Sardegna dove maggiore è la sensibilità per gli eventi della politica democratica e partecipativa». A distanza di due settimane dalle primarie per l’elezione del segretario nazionale e di quello regionale, la direzione cittadina del Pd traccia un bilancio che somiglia per niente a un messaggio di pace nei confronti degli ex compagni di partito. Riuniti dal segretario provinciale, Gianpiero Cordedda, per un’analisi a freddo sull’esito del voto, il segretario Mario Salis e gli altri dirigenti algheresi del Partito democratico dissotterrano l’ascia di guerra e rispondono pubblicamente alla provocazione fatta da Mario Bruno, assessori e consiglieri di maggioranza alla vigilia del voto interno al partito. L’elezione di Matteo Renzi e di Giuseppe Luigi Cucca rappresenta per gli inquilini di via Mazzini «la conferma che il Partito democratico è l’unico che pratica la partecipazione popolare e che per questo è meritevole della fiducia degli italiani per trovare soluzioni alla grave crisi economica». Quanto ad Alghero, «i 1006 votanti costituiscono un patrimonio di consensi che ci colloca Alghero tra i primi in Sardegna», dicono, parlando ovviamente in termini proporzionali. E questo, è il vero messaggio politico lanciato dal direttivo, «nonostante l’appello pubblico di Mario Bruno e dei suoi». L’anima algherese del Pd è soddisfatta per l’elezione di Enrico Daga - uno dei più accesi oppositori di Bruno e della sua amministrazione - nell’assembela regionale». (g.m.s.)
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