Ossimoro, mostra collettiva negli spazi di Lo Quarter
ALGHERO. «Lucida pazzia, acuto ottuso, elastico drastico. Una figura retorica per spiegare un tema controverso, sfaccettato e contraddittorio come quello del lavoro. Accostare due elementi che nulla...
ALGHERO. «Lucida pazzia, acuto ottuso, elastico drastico. Una figura retorica per spiegare un tema controverso, sfaccettato e contraddittorio come quello del lavoro. Accostare due elementi che nulla avrebbero in comune tra loro, ed ecco l’ossimoro». Con questa presentazione ha preso avvio “L’ossimoro”, una mostra collettiva ospitata negli spazi di Lo Quarter. Una partecipata OpenCall ha celebrato l’esperimento dedicato alla visione di ventitré artisti tra fotografia, grafica, pittura, scultura, video e musica sperimentale. I cinque spazi degli atelier dell’immobile di largo San Francesco diventano un ingresso, uno studio, una cucina, una cameretta e un esterno. Cinque spazi mentali e cinque spazi reali, che accolgono i pareri di un esercito artistico composto da Alberto Greggia, Alessia Colombo, Andrea Cocco, Elisabetta Frau, Fabio Mariano, Francesca Ledda, Gabriel Nkweti, Gabriele Siffu, Giada Minutolo, Gianni Nieddu, Gioele Corveddu, Giuseppina Murru, Giuseppe Loi, Martina Cara, Massimiliano Caria, Mauro Morittu, Patrizia Gaboardi, Raffaela Carcangiu, Roberta Filippelli, Roberto Manca, Valeria Secchi, Valeria Zaccheddu e Veronica Muntoni. La mostra, curata da Elena Calaresu, è stata voluta dal “Progetto Policoro” e dall’animatrice diocesana Stefania Piras con la collaborazione di Maria Giuseppina Scanu. Il progetto è da anni attivo nella creazione di buone prassi per l’aiuto nella ricerca di un’occupazione nel Meridione d’Italia, soprattutto per i giovani. La mostra è patrocinata da Fondazione Alghero e Diocesi di Alghero e Bosa. (g.m.s.)
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