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Alghero

Caso Calabona, la Regione scrive: «Non è affar nostro»

di Gianni Olandi
Caso Calabona, la Regione scrive: «Non è affar nostro»

L’assessorato chiamato in causa: non abbiamo competenza L’ok alla lottizzazione può arrivare dal Puc o da una variante

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ALGHERO. Tutto da rifare. La lottizzazione di Calabona, il caso di abusivismo edilizio che ha generato un contenzioso durato una trentina di anni – più noto come il caso Mariani – e che si è concluso qualche mese fa con una sentenza della Corte di Cassazione, sembrava aver intrapreso un percorso più agevole con la decisione del consiglio comunale che, dopo aver avuto autorevoli pareri legali sulla fattibilità dell’intervento, aveva tenuto una riunione del consiglio comunale sulla “interpretazione autentica del piano regolatore generale”. Interpretazione che era stata approvata dalla maggioranza e quindi era stata trasmessa alla Regione, assessorato all’urbanistica.

Sembrava quindi che il contenzioso si avviasse verso una fase nuova e la lottizzazione dell’imprenditore edile Giancarlo Scagnamillo, alla testa di altri 36 proprietari di lotti a Calabona, potesse entrare in una fase esecutiva. Da segnalare che lo stesso imprenditore ha annunciato la richiesta di un risarcimento milionario a carico del Comune.

Ma dalla Regione, assessorato all’urbanistica, arriva la doccia fredda. Il direttore generale Elisabetta Neroni, dell’assessorato enti locali e urbanistica, rispondendo a una pec del consigliere comunale architetto Nunzio Camerada che aveva chiesto il rigetto del provvedimento in quanto ritenuto, a suo giudizio, irregolare, precisa che sulla specifica questione «la Regione non ha alcuna competenza».

L’assessorato infatti non ha titoli per entrare nel merito di interpretazioni, ma «agisce esclusivamente su atti comunali e sovracomunali di pianificazione urbanistica territoriale e paesaggistica, al fine di espletare le procedure di verifica degli strumenti di pianificazione e delle relative varianti con gli strumenti pianificatori e normativi sovraordinati di governo del territorio».

Tradotto in parole povere l’assessore indica quali strade seguire per venire a capo: un intervento sul piano urbanistico comunale, peraltro in corso di predisposizione dal 1996. Senza peraltro escludere l’adozione di una variante. Procedura indubbiamente più lunga e laboriosa di quella che si era pensato di percorrere con l’intepretazione autentica votata dalla maggioranza di Mario Bruno e supportata dai pareri legali.

Il caso rischia di riaccendere il già bollente clima politico locale. La politica algherese proprio sulla vicenda della quale si parla era stata al centro di polemiche durissime, accuse, insinuazioni e sospetti. L’architetto Nunzio Camerada spiega che la sua richiesta di rigetto è un atto formale che rientra nelle competenze di un consigliere comunale di opposizione in presenza di atti di dubbia legittimità come quello sulla lottizzazione di Calabona.

Vale la pena ricordare che le tre palazzine realizzate dall’impresario Iro Mariani sulla collina a sud della città e dalla quale si gode di uno straordinario panorama del golfo di Alghero, avevano invaso i terreni confinanti per circa 2 metri di profondità, determinando il blocco di eventuali interventi edilizi dei confinanti, tra i quali lo Scognamillo, e dando il via alla guerra di carte da bollo conclusasi in Cassazione.

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