La Nuova Sardegna

Alghero

Il Piano bonifica dell’agro che non piace alle borgate 

di Gian Mario Sias
Il Piano bonifica dell’agro che non piace alle borgate 

Per il Comitato zonale della Nurra «800 ettari fertili sono sottratti alle colture» Ma per gli agricoltori di Maristella consente di creare lavoro ed economia

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ALGHERO. «L’amministrazione comunale faccia un passo indietro sull’adozione del Piano di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici della Bonifica di Alghero». È la levata di scudi dell’agro. Capeggiati dal Comitato zonale della Nurra, 267 cittadini che operano o vivono nelle borgate algheresi hanno presentato all’ufficio Urbanistica di Sant’Anna una lunghissima serie di osservazioni alla variante del Piano regolatore generale. Il Comitato zonale della Nurra presieduto da Daniele Dore ha costituito un gruppo di lavoro, il cui coordinamento è stato affidato a Tiziana Lai e Donatella Manunta, che per settimane ha spulciato le carte e ha analizzato mappe, sigle, rimandi normativi e prescrizioni. L’indagine certosina avviata all’inizio di marzo, in seguito al via libera del consiglio comunale al documento urbanistico si è conclusa il 29 maggio con la presentazione di tutti i dubbi e tutte le contestazioni che in realtà la gente delle borgate e alcuni esponenti delle opposizioni avevano già manifestato prima che il documento di pianificazione del territorio superasse il vaglio dell’aula di via Columbano. Le 126 osservazioni puntiformi redatte sulle zone H3, le 118 sulle zone vincolate come aree di rispetto fluviali e le 241 sulle norme tecniche di attuazione si sintetizzano in sei maxi-osservazioni. La prima osservazione, più tecnica e più complessa, riguarda le aree di salvaguardia ambientale H3. «La base cartografica è inadeguata in termini di scala e induce a errori grossolani dai quali discendono limiti eccessivi in tema di pericolosità e rischio idraulico, che così interessano quasi 800 ettari di terreno fertilissimo», è il cuore della protesta mossa nei confronti dell’amministrazione provinciale. Un’altra obiezione riguarda il cambio di destinazione d’uso, tema rispetto al quale si chiede «coerenza con le nuove normative regionali, per non creare disparità». Quanto ai soggetti legittimati per fabbricati residenziali, il Comitato e il suo pool di studiosi sotengono che «dovrebbero riguardare solo gli imprenditori agricoli a titolo principale». Su questo punto, tuttavia, è totalmente in disaccordo Tonina Desogos, presidente del Comitato di borgata di Maristella. «Gli imprenditori agricoli non a titolo principale sono la stragrande maggioranza e consentono al comprensorio agricolo della Bonifica di Alghero di creare lavoro e economia – dice – per esempio i figli degli assegnatari dei poderi, che continuano a coltivarli e consentono a realtà produttive anche importanti di proseguire nel proprio percorso di eccellenza». Per il comitato zonale vanno fissate più precisamente le regole anche per fabbricati produttivi, premialità e lotto minimo di intervento. «Chiediamo all’amministrazione di analizzare con attenzione le osservazioni e di accogliere le nostre richieste – concludono – per il bene di tutto il territorio».

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