È una guerra di nervi fra Mario Bruno e l’Udc
di Gian Mario Sias
Gli scudocrociati non hanno fatto il nome del successore di Antonello Usai Per il sindaco non ci sono problemi politici ma «loro hanno cambiato idea»
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ALGHERO. Nei giorni scorsi Mario Bruno, in un momento di scoramento e di sfogo, aveva confidato a qualcuno dei suoi la ferma volontà di non farsi cucinare a fuoco lento. «O lunedì mi danno il nome dell’assessore, o mi dimetto», sarebbe stata la frase che il sindaco di Alghero, alle prese con la crisi scaturita dal terremoto giudiziario che ha azzoppato giunta, dirigenza e un po’ tutta l’amministrazione, avrebbe affidato al segreto di qualche stanza di Porta Terra. Ma le pareti di quel palazzo sono sottili come carta velina e quell’indiscrezione alla fine, ha iniziato a circolare. Però quel famoso lunedì c’è stato. Era avantieri. C’è stata una riunione di maggioranza. E di nomi quelli, ossia l’Udc, non gliene hanno fatto. Ma il “faccia a faccia” serale con cui è iniziata un’altra lunghissima settimana di passione è servito comunque per trovare una quadratura. Al summit della coalizione gli scudocrociati si sono presentati ben corazzati. Oltre all’assessore Marisa Castellini e ai due consiglieri Alessandro Loi e Donatella Marino, c’erano anche Lelle Salvatore, coordinatore cittadino del partito e assessore della prima giunta Bruno, per niente disposto a riprendere posto tra i banchi dell’esecutivo, e Nina Ansini, anche lei in giunta sino a un anno e mezzo fa, quando si consumò il primo strappo tra centrosinistra e Udc. Alla fine la loro linea, fondata sulla ferma volontà di aspettare Antonello Usai, per ragioni di opportunità politica ma anche per una questione di rispetto verso il loro leader, ha prevalso. E ha convinto anche il sindaco. Che però precisa. «La decisione di andare a ricostituire subito la giunta subito era condivisa con l’Udc, io non ho messo alcuna fretta», spiega Bruno. Il riferimento è soprattutto al gruppo consiliare, come si deduce da un’altra affermazione. «Poi, confrontandosi con il partito, hanno cambiato posizione – prosegue il sindaco – lo capisco e attendo, d’altronde dal summit di ieri è emerso che non ci sono problemi politici, per cui non vedo elementi di preoccupazione se loro hanno bisogno di confrontarsi al proprio interno». Che quell’intenzione di dimettersi fosse reale o meno, che quell’affermazione sia stata fatta o meno, a questo punto, conta molto relativamente. Conta che Lelle Salvatore e i temporeggiatori hanno ottenuto ancora tempo per guardarsi bene in faccia e decidere chi indicare alla carica di vicesindaco. La sensazione è che non ci sia la fila dei pretendenti alla carica, anche perché il bilancio dello scudocrociato per questa esperienza amministrativa non è del tutto positivo, tanto che Antonello Usai, prima che emergesse la vicenda giudiziaria legata all’assegnazione del campo di Maria Pia alla società presieduta da Antonello Cuccureddu, sembrava intenzionato a far concludere il mandato in anticipo. Alla luce di tutte queste considerazioni, «sui tempi non mi sbilancio più – conclude Mario Bruno – anche se due assessori in più farebbero decisamente comodo, con tutte le partite che stiamo portando avanti, tutte di straordinaria importanza strategica».
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